22 Giugno 2019
Palermo, rivolta carcere Pagliarelli: “Siamo senza acqua nelle docce, non mangiamo”
Va avanti da qualche giorno una vera e propria rivolta al carcere Pagliarelli di Palermo, dove i detenuti lamentano la mancanza di acqua nelle docce e si rifiutano di mangiare se la situazione non viene ripristinata.
Rivolta carcere Pagliarelli
Dopo la ribellione dei giorni scorsi avvenuta nel carcere di Poggioreale a seguito della morte di un detenuto di 58 anni per nulla assistito nella struttura, ora è la volta dei carcerati del reparto di alta sicurezza del Pagliarelli di Palermo che hanno deciso di rifiutare il cibo della mensa da ben tre giorni. Le uniche pietanze accettate sono quelle che provengono da fuori dai familiari. Ciò che resta dalla mensa, invece, viene portato alla Missione speranza e carità di Biagio Conte.
La causa di tutto ciò è la mancanza dell’acqua nelle docce. La direttrice della struttura penitenziaria conferma che si tratta di una situazione difficile da gestire: “Abbiamo 1.380 persone recluse in una struttura per 700 persone“.
“Non è arrivata una risposta dallo Stato”
L’associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale, Antigone, aveva detto giorni fa, secondo quanto riporta Palermotoday.it: “I problemi sono tanti per quanto riguarda la situazione carceraria in Italia. Per nessuno di questi è arrivata una risposta dallo Stato. Sanità, salute mentale, spazi ridotti, mancanza di programmazione per il reinserimento, pene alternative al carcere, organici sottodimensionati della polizia penitenziaria. Un capitolo a parte riguarda, psicologi, assistenti sociali ed educatori, ridotti ormai a numeri insufficienti in proporzione alla popolazione carceraria“. La stessa associazione annuncia una visita al carcere Pagliarelli per verificare la situazione.
Continua dopo la foto

Immagine di repertorio
1.380 detenuti in luogo dei 600-700 del progetto iniziale
La direttrice della struttura di Palermo ha affermato: “Vedo giornalmente qual è la situazione e di certo questo non mi conforta. Per capire il problema bisogna fare una premessa: quando nacque l’istituto venne progettato con impianti e strutture per 600-700 unità. Oggi abbiamo 1.380 detenuti. Ecco la ragione per cui non possono lavarsi ogni giorno bensì tre volte a settimana. Era così da prima che io fossi direttrice, ormai da 10 anni, e purtroppo nel tempo la situazione non è cambiata”.
Vuoi rimanere sempre aggiornato?
Seguici su Facebook, Twitter e iscriviti al nostro canale Telegram.





