30 Aprile 2019
Catania, arrestati 26 appartenenti del clan “Tuppi”
I Carabinieri del Comando provinciale di Catania, su delega della Procura etnea hanno eseguito un blitz nel quale sono stati arrestati 26 presunti appartenenti al clan “Tuppi”, legato alla famiglia Mazzei. Fatta luce sull’omicidio nel 1991 di un esponente della Dc.
26 arresti e luce sul delitto Arena
Il clan dei Tuppi opera nel territorio di Misterbianco e Motta Sant’Anastasia, sotto l’influenza della famiglia mafiosa Mazzei. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione mafiosa, omicidio, estorsione in concorso, furto, ricettazione, riciclaggio, porto di arma, trasferimento fraudolento di valori e corruzione. L’operazione ha fatto luce sull’omicidio del consigliere comunale Paolo Arena, esponente della Dc, avvenuto il 28 settembre del 1991. Il delitto è da ricondurre alla guerra di mafia avvenuta negli anni ’80’ e ’90 tra i “Tuppi” e la cosca della famiglia Pulvirenti, nella quale partecipò anche l’ex pentito Orazio Pino, ucciso a Chiavari la scorsa settimana.
Un carabiniere tra gli arrestati
Un carabiniere effettivo nella Stazione di Motta Sant’Anastasia, anch’esso arrestato, forniva informazioni sulle attività del proprio ufficio, orientando il gruppo nella programmazione dei reati. In particolare, il militare, dal mese di gennaio al mese di aprile 2017, in cambio di utilità economiche, riferiva a due affiliati informazioni riservate, come rivelazione l’identità dei confidenti e le modalità su come sottrarsi alle attività di controllo. Sul carabiniere gravano le accuse di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, con l’aggravante di favorire e agevolare il citato sodalizio mafioso.
Arresti nelle province di Catania e Reggio Calabria
L’operazione è stata condotta da circa 200 militari supportati dai reparti specializzati come lo Squadrone eliportato cacciatori, la compagnia di Intervento operativo del XII Battaglione “Sicilia” e Nucleo elicotteri. Il territorio interessato dall’operazione odierna, denominata “Gisella” è stato quello delle province di Catania e Reggio Calabria.
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