11 Settembre 2018

Portogallo Italia: azzurri deludenti. Mancano i poeti

Allo Estadio da Luz di Lisbona, ieri sera si è consumata l’ennesima tragedia sportiva della nazionale di calcio italiana. Portogallo Italia si è conclusa per 1-0, che sta addirittura stretto ai lusitani, sempre padroni del gioco.

Mancini in confusione. Portoghesi giocano ad una porta

Lo si era capito già dalle prime battute che l’Italia di Roberto Mancini difficilmente sarebbe uscita dal campo senza essere sconfitta. Il Portogallo, orfano di Cristiano Ronaldo, fa la partita. Questa però non è una notizia, visto che gli azzurri nel girone di qualificazione dei Mondiali 2018 avevano già fatto molto male. Quello che si sperava era che la crisi fosse alle spalle e che la colpa era tutta dell’ex commissario tecnico Ventura. La partita di ieri ha sciolto tutti i dubbi: i giocatori italiani, in questo momento non sono all’altezza degli avversari. Sia tecnicamente che tatticamente si fa acqua da tutte le parti. Non vi è un atleta in Italia che possa illuminare il gioco. Non ve ne è uno che tecnicamente riesca a incidere in attacco, ne che possa fare un muro granitico in difesa. Il risultato è che i lusitani vincono sembrando extraterrestri. Mentre Mancini dalla panchina predica nel deserto.

Il calcio è poesia ed in Italia sempre pochi poeti

Che il calcio italiano nei suoi campionati si sia arricchito di qualità quasi sempre pescando dall’estero è sotto gli occhi di tutti. Zico, Maradona, Platini, Gullit, Van Basten e Cristiano Ronaldo per citarne, alcuni hanno fatto l’epoca d’oro dei club in Europa. Poi noia, catenaccio e speculazione sugli errori avversari, come fu nel 1982. Quando il tasso tecnico del calcio mondiale si è elevato allora bye bye Italia. Qualcosa ne sanno i seguaci di Bearzot, freschi di titolo nel 1982, e massacrati in campo da Platini e Co. agli ottavi. Ancor prima gli italiani del 1966, che non memori delle disfatte precedenti (eliminazioni sempre al primo turno dal 1950 in poi), si meravigliarono di aver perso con la Corea del Nord. Una squadra, quella italiana, quasi sempre senza poeti. Rivera, Totti, Baggio Del Piero e pochi altri ancora, in quello che più che uno sport è una poesia.



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Francesca Gugliemino

Francesca Gugliemino