22 Novembre 2018
Spread alto, Savona “non reggeremo a lungo. Manovra da riscrivere”
Arrivano i primi segnali di tentennamento da parte del governo, sullo spread alto Savona ha detto “non reggeremo a lungo””, successivamente ha avvertito che la manovra è da riscrivere. Dopo i dubbi del ministro Tria, emersi durante la stesura del Nadef, (aveva previsto un deficit a 1,4%), arrivano i dubbi di Savona.
Savona: “manovra da riscrivere”
Paolo Savona, ministro per gli Affari europei, è intervenuto a parlare della manovra economica, e lo ha fatto subito dopo la bocciatura della Commissione europea. Nelle sue parole, l’esperto uomo di mercati finanziari, ha fatto una lucida analisi sulla questione italiana. In particolare ha parlato dello spread tra i bond italiani e quelli tedeschi (quelli di riferimento), che oramai stazionano sopra i 300 punti. “Non si può più andare avanti così, non ha senso. E la manovra com’è non va più bene: è da riscrivere“. Poche parole riportate dal Corriere.it, che si aggiungono a quelle del partito degli scettici, numerosissimo in Italia e compatto all’estero.
Economia traino vicende geopolitiche
Quello che preoccupa Paolo Savona è l’impossibilità di pagare interessi così alti da parte dello Stato italiano. Non lo dice a chiare lettere, ma ha spiegato quali sono le forze del mercato. “Aver affidato all’economia il traino delle vicende geopolitiche – ha detto Savona – che in democrazia hanno spinto verso un ritorno dei nazionalismi o, come si dice ai nostri giorni, dei sovranismi di cui non è facile decodificare gli effetti futuri al di fuori della quasi certezza che lo sviluppo economico globale ne patirà”.
Oggi asta Bond per investitori istituzionali
Intanto oggi, dopo la fase in cui i Btp Italia sono stati collocati con scarsi risultati e volumi ai retails, sarà il turno degli investitori istituzionali. Da queste aste, in cui verrà garantito una rendita minima del 1,25%, si avranno altri segnali su come il mercato reagirà nel breve e medio termine al debito pubblico italiano. All’apertura lo spread si è attestato a 317 punti base, valore questo considerato da tutti gli economisti nazionali ed esteri, insostenibile per l’economia.
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