06 Novembre 2026
Il successo di Play District: recuperati 25 giovani




Ragalna, presentato il bilancio del progetto Play District: sport, inclusione e socialità al centro di un’iniziativa che ha coinvolto giovani, famiglie e anziani. Recuperati 25 ragazzi Under 17 che avevano abbandonato lo sport, coinvolti circa 150 anziani e creata una squadra di calcio femminile delle mamme. Il Centro di Aggregazione Giovanile continuerà a essere operativo
RAGALNA – Venticinque giovani calciatori Under 17 riportati in campo, circa 150 anziani coinvolti nelle attività sportive e una squadra di calcio femminile composta dalle mamme del paese. Sono alcuni dei risultati più significativi di Play District, il progetto che a Ragalna ha trasformato lo sport in uno strumento di inclusione, aggregazione e crescita sociale.
Il bilancio dell’iniziativa, intitolata «Spazi Civici di Comunità: Sport e Salute – Un modello di inclusione, benessere e socialità per Ragalna», è stato presentato nell’aula consiliare del Comune al termine del biennio progettuale.
Il programma, finanziato da Sport e Salute nell’ambito dell’iniziativa nazionale Play District, è stato realizzato attraverso la collaborazione tra l’Amministrazione comunale, CSAIn e Sport e Salute, coinvolgendo bambini, adolescenti, giovani, famiglie e anziani.
All’incontro hanno partecipato il sindaco Nino Caruso, Germana Vinci, coordinatrice regionale di Sport e Salute Sicilia, Salvatore Spinella, presidente nazionale CSAIn, Giuseppe Lombardo, responsabile di Sport Insieme e coordinatore del progetto, oltre agli assessori Maria Rita Vitaliti e Vincenzo Messina.
Tra i protagonisti anche Marco Alberio, allenatore della squadra femminile delle mamme nata proprio grazie alle attività promosse dall’associazione Sport Insieme.
Un centro giovanile diventato punto di riferimento
Uno dei risultati più importanti è stata l’apertura di un Centro di Aggregazione Giovanile, diventato un punto di riferimento quotidiano per circa 50 ragazzi.
Uno spazio dedicato al gioco, allo sport e alla socializzazione, che ha attirato anche giovani provenienti dai comuni vicini, offrendo un’opportunità concreta di incontro in un territorio dove non sempre sono facilmente accessibili luoghi di aggregazione.
Il progetto ha proposto numerose discipline sportive, dal calcio alla pallavolo, dal basket al pickleball, passando per tiro con l’arco, arti marziali, badminton e cinofilia.
Le attività hanno coinvolto anche le scuole, attraverso iniziative durante l’orario scolastico, campus estivi, grest e laboratori dedicati alla sostenibilità ambientale, al riciclo creativo e alla lavorazione della creta.
Accanto alla pratica sportiva sono stati promossi momenti di ascolto psicologico, educazione alimentare e sensibilizzazione sui corretti stili di vita.
Venticinque ragazzi tornano a fare sport
Particolarmente significativo il risultato ottenuto sul fronte della dispersione sportiva giovanile.
Grazie al progetto, circa 25 ragazzi Under 17 che avevano abbandonato l’attività sportiva sono tornati ad allenarsi, ricostituendo un gruppo e ritrovando il piacere di giocare insieme.
Un risultato importante che dimostra come lo sport possa rappresentare uno strumento educativo, capace di contrastare l’isolamento e prevenire situazioni di disagio tra gli adolescenti.
La squadra delle mamme conquista tutti
Tra le esperienze più originali di Play District c’è sicuramente la nascita della squadra di calcio femminile delle mamme.
Un’iniziativa partita quasi per gioco, con allenamenti inizialmente brevi e faticosi, ma cresciuta progressivamente fino ad arrivare alla partecipazione al campionato di calcio a cinque femminile.
Uno dei momenti più emozionanti è stato il primo gol realizzato dalla squadra, festeggiato dalle protagoniste insieme ai mariti e ai figli presenti sugli spalti.
Un’esperienza che ha superato i confini della semplice attività sportiva, diventando occasione di condivisione familiare, riscoperta personale e partecipazione alla vita della comunità.
Coinvolti anche oltre 150 anziani
Forte anche la dimensione intergenerazionale del progetto, che ha coinvolto oltre 150 anziani in attività sportive continuative e occasioni di incontro con le altre fasce della popolazione.
Complessivamente sono state inoltre coinvolte più di 50 persone tra istruttori, tecnici, animatori, educatori e operatori dei laboratori, con ricadute positive anche sul piano professionale e occupazionale.
Le istituzioni: «Un vantaggio per tutta la comunità»
Nel corso dell’incontro, il sindaco Nino Caruso ha evidenziato il legame tra il progetto sportivo e la più ampia strategia di valorizzazione turistica di Ragalna.
L’obiettivo dell’Amministrazione è trasformare il Comune da località di villeggiatura a vera destinazione turistica. In questa direzione si inserisce anche il progetto Travel Etna, dedicato alla promozione del territorio attraverso il coinvolgimento di tour operator e agenti di viaggio nazionali e internazionali.
Un percorso che, secondo quanto riferito dal primo cittadino, ha già prodotto risultati sul fronte della ricettività: i posti letto sono passati da 20 a 150 nell’arco di due anni, anche grazie alla trasformazione di abitazioni in strutture B&B.
In questo contesto, lo sport viene considerato un elemento capace di attrarre visitatori, generare presenze e offrire nuove opportunità alle attività economiche locali. A supporto della promozione è stato ricordato anche il portale Visit Ragalna.
Il presidente nazionale CSAIn, Salvatore Spinella, ha invece sottolineato il valore della collaborazione tra amministrazioni pubbliche, associazioni sportive ed enti nazionali, evidenziando come questo modello possa consentire anche ai piccoli Comuni di realizzare iniziative strutturate nonostante le risorse economiche limitate.
Spinella ha inoltre manifestato la disponibilità di CSAIn a sostenere e diffondere l’esperienza di Ragalna in altri territori, mettendo a disposizione competenze, istruttori e risorse. Ha richiamato anche l’importanza dello sport nella prevenzione delle devianze e della dispersione scolastica e sportiva.
Germana Vinci, coordinatrice regionale di Sport e Salute Sicilia, ha espresso soddisfazione per i risultati raggiunti, sottolineando come l’iniziativa abbia centrato gli obiettivi di aggregazione e inclusione alla base del programma Play District.
Vinci ha inoltre annunciato nuove iniziative regionali, tra cui la realizzazione di playground nell’ambito del progetto Illumina, destinati a diventare spazi aperti non soltanto allo sport, ma anche ad attività culturali e sociali.
Il progetto continua anche dopo il biennio
La conclusione del biennio progettuale non segna la fine dell’esperienza. Il Centro di Aggregazione Giovanile resterà operativo, come confermato dal consigliere comunale Dario Moschetto, mentre CSAIn ha ribadito la propria disponibilità a sostenere le iniziative che proseguiranno in collaborazione con il Comune.
Tra gli appuntamenti previsti figurano anche un presidio sportivo durante le manifestazioni territoriali e il villaggio sportivo domenicale, diventato ormai un’occasione di incontro e partecipazione.
A rendere ancora più speciale la mattinata è stata infine la visita a sorpresa dell’ex tecnico di Acireale, Catania e Paternò, Angelo Busetta.
Un bilancio che racconta come a Ragalna lo sport sia riuscito ad andare oltre il campo da gioco, diventando un’occasione concreta di incontro, inclusione e crescita per l’intera comunità.



