05 Novembre 2026
Confindustria Catania a Foti: «ZES unica resti al Mezzogiorno»

Confindustria Catania incontra il ministro Foti: richieste su PNRR, ZES unica, ETS, insularità e nuove misure per il Mezzogiorno
Il confronto con il ministro Foti
CATANIA – Regole chiare, risorse certe e una programmazione pluriennale capace di trasformare il PNRR da strumento straordinario a metodo ordinario di sviluppo. È il messaggio lanciato dalla presidente di Confindustria Catania, Maria Cristina Busi Ferruzzi, durante il confronto con il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti, ospitato al Monastero dei Benedettini. L’incontro si è svolto nell’ambito dell’assemblea pubblica “Ecosistema Confindustria Catania – PNRR e politiche di coesione. I timoni della crescita del territorio”, inserita nelle iniziative per il centenario dell’associazione degli industriali catanesi.
Il documento consegnato al Governo
A Foti è stato consegnato il report “PNRR e politiche di coesione. I timoni della crescita del territorio”, documento che contiene analisi e proposte per la fase successiva al Piano. Tra le priorità indicate figurano una ZES Unica stabile e riservata al Mezzogiorno, una nuova Decontribuzione Sud, misure per attenuare il peso dell’ETS e un tavolo permanente sui costi dell’insularità. Il documento richiama anche i dati sull’economia etnea, indicando una crescita del valore aggiunto del 7,83% nel 2023 e del 3,14% nel 2024, secondo il Centro Studi Tagliacarne.
Busi Ferruzzi: «Il PNRR deve diventare un metodo»
«Il PNRR deve diventare un metodo, ovvero un modello ordinario di programmazione, capace di trasformare gli investimenti in sviluppo strutturale, occupazione e competitività», ha dichiarato Busi Ferruzzi. Per la presidente di Confindustria Catania, la fase successiva al Piano dovrà evitare il rischio di dispersione delle risorse e puntare su un sistema fondato su «risorse certe, programmazione pluriennale e regole chiare».


Il nodo ETS e i costi dell’insularità
Uno dei temi più delicati riguarda il costo della transizione ecologica per le imprese siciliane. «Dobbiamo evitare che i costi della transizione ecologica diventino un fattore di svantaggio, favorendo la delocalizzazione delle produzioni verso Paesi con normative ambientali meno stringenti», ha sottolineato Busi Ferruzzi. Confindustria Catania richiama in particolare l’impatto dell’ETS, soprattutto nel settore marittimo, ritenuto particolarmente penalizzante per un territorio insulare. Da qui la richiesta di un tavolo permanente tra Governo, Regione Siciliana e istituzioni europee, con l’obiettivo di individuare misure strutturali di compensazione e strumenti fiscali e contributivi specifici.
«Non chiediamo privilegi, ma pari opportunità»
Nel documento viene richiamato anche il peso economico dell’insularità, stimato in circa 7 miliardi di euro l’anno, oltre al caro carburanti. Secondo Confindustria Catania, per un singolo mezzo pesante l’aumento dei costi avrebbe superato gli 8 mila euro in otto mesi. «Non chiediamo privilegi, ma pari opportunità», ha ribadito Busi Ferruzzi, sostenendo che la ZES debba mantenere una funzione specifica a sostegno delle imprese del Mezzogiorno.
Università e imprese
All’assemblea sono intervenuti anche il sindaco di Catania Enrico Trantino, il vicesindaco Massimo Pesce e il rettore dell’Università di Catania Enrico Foti. Il rettore ha richiamato il ruolo della Fondazione Siciliae Studium Generale 1434 nel rafforzare la collaborazione tra università e imprese. «Il futuro del territorio dipende dalla nostra capacità di trasformare le risorse in valore e le competenze in sviluppo», ha dichiarato.
Le imprese raccontano gli investimenti
Durante la sessione “Gli investimenti che diventano impresa” sono intervenuti rappresentanti di diverse realtà produttive: Michele Chiappetta di A.B.S., Domenico Cristaudo di NXP Semiconductors, Marco Forestiere di Sifi Italy, Rosario Fresta di Ance Catania, Luigi Lanza di WEM Waste Engineering Management, Concetta Perone di FiberCop e Giuseppe Sorbello di Xenia Progetti. Esperienze chiamate a mostrare come le risorse pubbliche e gli investimenti possano tradursi in attività produttiva, occupazione e competitività.



