29 Ottobre 2026
Sicilia, Pil in crescita del 9,3%: Schifani punta su imprese


Sicilia, il Pil cresce del 9,3% tra il 2019 e il 2024, superando la media nazionale. Al Forum Act Tank Sicilia 2026, Renato Schifani illustra i risultati economici, il risanamento dei conti regionali e gli investimenti in infrastrutture, innovazione, imprese e occupazione
La Sicilia cresce più della media italiana e punta a consolidare i risultati attraverso investimenti, infrastrutture e nuove opportunità occupazionali. È il quadro delineato dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, intervenuto al Forum Act Tank Sicilia 2026, organizzato da TEHA Group a Castello Utveggio, a Palermo.
Durante l’incontro è stato presentato il rapporto Strategie e politiche per una Sicilia al centro del Mediterraneo, aperta, attrattiva e connessa, dedicato alle prospettive economiche e alle strategie di sviluppo dell’Isola.
Secondo i dati citati da Schifani, tra il 2019 e il 2024 il prodotto interno lordo siciliano è aumentato del 9,3% in termini reali, rispetto al 5,8% della media nazionale. Nel solo 2024 la crescita sarebbe stata dell’1,8%, il dato più elevato tra le regioni italiane.
Anche sul fronte occupazionale emergono segnali positivi: tra il 2019 e il 2025, ha riferito il presidente, il tasso di occupazione nella fascia tra i 15 e i 64 anni è aumentato del 14,9%.
Conti regionali, Schifani rivendica il risanamento
Tra i risultati sottolineati dal governatore figura il miglioramento della situazione finanziaria della Regione.
Schifani ha ricordato l’approvazione del rendiconto 2025, con un risultato di amministrazione di 7,36 miliardi di euro, dopo i 2,15 miliardi registrati nel 2024.
«È il risultato di un lavoro portato avanti con determinazione, che ha restituito credibilità all’amministrazione regionale nei rapporti con lo Stato, con l’Europa e con chi decide di investire in Sicilia», ha dichiarato il presidente, collegando questo percorso anche alla ripresa delle assunzioni e al rafforzamento degli uffici regionali.
Imprese e fondi europei: 5,7 miliardi per lo sviluppo
Una parte rilevante della strategia regionale riguarda il Programma FESR 2021-2027, che dispone di circa 5,7 miliardi di euro destinati a sostenere infrastrutture, competitività delle imprese, ricerca, innovazione e transizione energetica.
Sul fronte del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027, la Regione ha comunicato di essere prima in Italia per impegni e pagamenti. Al 30 giugno 2026, su una dotazione di quasi 5 miliardi di euro, risultavano impegni per 749 milioni e pagamenti per 279 milioni, con 155 interventi in corso per un valore di 857 milioni.
L’obiettivo dichiarato è trasformare le risorse disponibili in opere realizzate, investimenti produttivi e posti di lavoro.
Catania al centro della sfida tecnologica
Tra gli interventi strategici illustrati da Schifani figura il sostegno alla sovranità tecnologica europea.
La Regione ha destinato 300 milioni di euro al Campus Sic di Catania, per il quale il comunicato indica una previsione di 2.966 unità di personale su base annuale nella Regione. Sono stati inoltre destinati 315 milioni di euro, nell’ambito del programma STEP, agli investimenti in tecnologie energetiche pulite, biotecnologie e tecnologie digitali avanzate.
«Questi investimenti creeranno occasioni occupazionali per giovani siciliani che oggi sono costretti a emigrare una volta completati gli studi», ha sottolineato Schifani.
ZES, credito alle imprese e nuove opportunità
La strategia regionale punta anche a favorire gli investimenti privati.
Nell’ambito della ZES unica sono state registrate 187 autorizzazioni uniche, associate a circa 1,6 miliardi di euro di investimenti. La Regione ha affiancato a queste misure una ZES regionale e ha destinato oltre 200 milioni di euro, attraverso una variazione di bilancio, al completamento del credito d’imposta per gli investimenti del 2025.
Il Fondo di garanzia regionale, finanziato con 167,6 milioni di euro a valere sul FESR 2021-2027, ha sostenuto oltre 10.000 imprese siciliane, con interventi destinati a favorire liquidità, investimenti e ripianamento dei debiti.
Banda ultralarga e trasporti: le infrastrutture per la crescita
Nel suo intervento, il presidente ha richiamato anche gli interventi infrastrutturali realizzati o in corso.
La Sicilia, secondo i dati presentati, è la prima regione del Mezzogiorno e la quinta in Italia ad aver completato il piano banda ultralarga, con interventi in 142 comuni e ulteriori 318 nelle cosiddette aree bianche.
Per quanto riguarda i trasporti, Schifani ha citato l’apertura al traffico, nel 2025, dell’intero itinerario Agrigento-Caltanissetta con due corsie per senso di marcia e il completamento dell’anello ferroviario di Palermo. La tratta Giachery-Politeama è indicata nel comunicato con apertura al pubblico prevista per il 4 novembre 2026.
Sono inoltre ripartiti i lavori sulla linea ferroviaria Palermo-Trapani via Milo, compresa l’elettrificazione dell’intero percorso.
South Working e assunzioni per trattenere i talenti
Per contrastare la fuga di competenze, la Regione ha stanziato 54 milioni di euro per il South Working, con l’obiettivo di consentire ai professionisti di lavorare da remoto per grandi aziende continuando a vivere in Sicilia.
Il nuovo Piano integrato di attività e organizzazione 2026-2028 punta inoltre al ricambio generazionale e al rafforzamento della pubblica amministrazione attraverso nuove assunzioni.
La sfida, nelle intenzioni del governo regionale, è rendere l’Isola più attrattiva per i giovani qualificati e favorire la creazione di opportunità professionali sul territorio.
«Le risorse devono diventare lavoro e servizi»
In conclusione, Schifani ha richiamato l’importanza della capacità di spesa e dell’attuazione concreta degli interventi finanziati con risorse europee e nazionali.
«La grande partita dei fondi europei e nazionali si gioca nella capacità di trasformare le risorse in cantieri, opere funzionanti, investimenti produttivi e posti di lavoro», ha affermato.
Il presidente ha ribadito che i risultati dell’azione amministrativa dovranno essere misurati attraverso effetti tangibili per cittadini e imprese: attività economiche che crescono, infrastrutture funzionanti, servizi migliori e giovani che trovano un impiego qualificato in Sicilia.




