27 Ottobre 2026

Pd Sicilia, Barbagallo si dimette: «Serve un assetto nuovo»

Pd Sicilia, Barbagallo si dimette: «Serve un assetto nuovo»

Anthony Barbagallo lascia la segreteria regionale del Pd Sicilia e rimette il mandato nelle mani della direzione nazionale in vista della sfida del 2027

 

Il passo di lato di Barbagallo

PALERMO – Anthony Barbagallo si dimette da segretario regionale del Partito democratico siciliano. Il deputato nazionale ha annunciato oggi la decisione, rimettendo il mandato nelle mani della segreteria nazionale e aprendo una nuova fase per il partito nell’Isola. «Rimetto il mandato nelle mani della segreteria nazionale, certo che saprà individuare la soluzione più autorevole e condivisa per guidare il PD siciliano nella sfida che ci attende», scrive Barbagallo. Il riferimento è soprattutto alle elezioni regionali del 2027 e alla necessità, indicata dallo stesso segretario dimissionario, di ricomporre le diverse anime del partito.

«L’unità deve tradursi in scelte»

Barbagallo spiega di aver lavorato nei mesi scorsi per superare le divisioni interne, ammettendo però che «la ricomposizione ancora non arriva. La sfida del 2027 è altissima – aggiunge – e ci chiede di mettere al centro ciò che ci unisce. L’unità, però, non può essere soltanto una parola: deve tradursi nella capacità di compiere scelte, anche difficili, nell’interesse di una comunità più grande di ciascuno di noi». Da qui la decisione di «fare un passo di lato», precisando di non volersi sottrarre all’impegno politico ma di voler favorire una soluzione capace di riportare unità all’interno del partito.

Le tensioni dopo il congresso del 2025

Le dimissioni arrivano dopo una lunga fase di contrasti interni. Barbagallo era stato rieletto nel 2025, quando si presentò come unico candidato dopo la rinuncia di Antonello Cracolici. Il congresso fu accompagnato da polemiche e ricorsi, mentre una parte consistente del gruppo parlamentare all’Ars scelse di non partecipare all’assemblea regionale. Tra i critici più netti figurava il capogruppo all’Ars Michele Catanzaro, che all’epoca parlò pubblicamente di un «congresso farsa». Barbagallo aveva invece rivendicato la partecipazione degli iscritti e sostenuto la necessità di proseguire nel dialogo con tutte le componenti del partito.



Ora la scelta passa alla segreteria nazionale

Con le dimissioni si apre adesso il nodo della successione. Barbagallo affida direttamente alla segreteria nazionale il compito di individuare una soluzione per guidare il Pd siciliano verso i prossimi appuntamenti politici. Al momento non è stato indicato pubblicamente quale percorso sarà seguito né chi potrà assumere la guida del partito. La priorità indicata dal segretario dimissionario resta la ricomposizione interna in vista del 2027. Solo ieri Barbagallo era intervenuto alla Camera dei deputati alla presentazione della pubblicazione dedicata alla relazione di minoranza di Pio La Torre, uno degli ultimi appuntamenti pubblici svolti ancora nella veste di segretario regionale.

«Lasciare spazio per ripartire più forti»

Nel messaggio con cui annuncia la scelta, Barbagallo rivendica il lavoro svolto e affida la conclusione a un richiamo all’unità. «La generosità, a volte, consiste proprio nel lasciare spazio affinché una comunità possa ritrovarsi e ripartire più forte». Per il Pd siciliano comincia così una nuova fase, con la segreteria nazionale chiamata a gestire una successione che arriva a poco più di un anno dalle elezioni regionali del 2027.

 

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Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.