08 Ottobre 2026

Teatro Stabile di Catania, la stagione comincia in città

Teatro Stabile di Catania, la stagione comincia in città

Il Teatro Stabile di Catania inaugura la nuova stagione con una settimana di teatro, formazione e ricerca. Dal 13 ottobre al Teatro Verga “Delitto e castigo”



La nuova stagione del Teatro Stabile di Catania è già iniziata. Prima dell’apertura ufficiale del programma di prosa, prevista il 13 ottobre con “Delitto e castigo”, il Teatro propone una settimana di iniziative che attraversano la città tra spettacoli, prove aperte, formazione, ricerca, nuova drammaturgia e incontri con il pubblico.

Una settimana che porta il teatro fuori dai suoi spazi tradizionali e mette in relazione palcoscenico, territorio e comunità. Un percorso che coinvolge grandi interpreti, giovani artisti, studiosi e spettatori e che punta a costruire un rapporto sempre più diretto con la città.

Il teatro scende nelle piazze

Fino a domenica 11 ottobre prosegue “La Commedia scende in piazza”, progetto del Teatro Stabile di Catania realizzato in collaborazione con l’Accademia Internazionale di Teatro di Roma.

Cinque giorni e quindici rappresentazioni gratuite portano la tradizione della Commedia dell’Arte in alcune delle piazze e delle location più significative di Catania.

La regia è di Luca Negroni, con la supervisione artistica di Silvia Marcotullio. Protagonisti sono giovani interpreti chiamati a confrontarsi direttamente con la città e con un pubblico incontrato al di fuori dei tradizionali luoghi dello spettacolo.

Alessio Boni e Marcello Prayer al Teatro Verga

Venerdì 9 ottobre, al Teatro Verga, Alessio Boni e Marcello Prayer saranno protagonisti di “Ai margini della luce – Concertato a due per San Francesco d’Assisi”.

Due voci che si incontrano in un lavoro profondamente legato all’insegnamento di Orazio Costa Giovangigli, maestro di entrambi, nell’anno che ricorda gli ottocento anni dalla composizione del Cantico delle Creature e dalla morte di Francesco d’Assisi.

Formazione e ricerca sull’attore

Il 13 e 14 ottobre la Sala Futura ospiterà il convegno “Prima e oltre l’attore post-novecentesco”, seconda giornata di studi del progetto “Genealogie contemporanee dell’attore italiano 2025-2027”, a cura di Dario Tomasello.

Studiosi e docenti si confronteranno sull’evoluzione dell’attore italiano contemporaneo. Alle giornate di studio si affiancherà inoltre “Agnulilla”, nuovo lavoro dello stesso Tomasello.

Da Catania al Mediterraneo

Dal 16 al 18 ottobre, a Ragusa Ibla, sarà inoltre protagonista “Pinocchio e Giufà. Favole per un Nuovo Mediterraneo”, progetto realizzato con la collaborazione del Teatro Stabile di Catania.

Due figure profondamente radicate nell’immaginario popolare diventano così punto di partenza per una riflessione contemporanea sul Mediterraneo e sulle sue identità.

Il 13 ottobre debutta “Materia Viva”

È all’interno di questo ricco programma che il 13 ottobre prenderà ufficialmente il via “Materia Viva”, la nuova stagione di prosa del Teatro Stabile di Catania.

Il titolo diventa anche una dichiarazione d’intenti: la tradizione non come patrimonio da conservare immobile, ma come materia da rimettere in circolo, interrogare e affidare a nuovi sguardi.

Ad aprire la stagione, dal 13 al 18 ottobre al Teatro Verga, sarà “Delitto e castigo” di Fëdor Dostoevskij, nell’adattamento teatrale di Glauco Mauri e con la regia di Andrea Baracco.

In scena Gabriele Graham Gasco, Woody Neri, Giulio Petushi, Arianna Pozzi, Aurora Spreafico e Paolo Zuccari, in una produzione Compagnia Mauri Sturno.

A vent’anni dal debutto dell’adattamento di Mauri, il grande romanzo di Dostoevskij torna a interrogare il presente attraverso il conflitto di Raskolnikov tra giustizia e crimine, colpa e libertà, responsabilità e redenzione.

Un Teatro aperto alla città

«Uno Stabile è vivo quando il palcoscenico resta il suo cuore, ma non diventa il suo confine – sottolinea il direttore Marco Giorgetti –. Quando produce e ospita grandi spettacoli, ma nello stesso tempo apre spazi alla formazione, alla ricerca, alla creazione e all’incontro».

La visione dello Stabile punta quindi a rafforzare il rapporto con il territorio, mettendo in relazione ciò che accade sul palcoscenico con la vita della comunità.

Giovani e anziani, scuole e università, associazioni e quartieri, spettatori abituali e persone che non hanno ancora varcato la soglia del Teatro diventano parte di un progetto che mira a fare dello spettacolo uno strumento di incontro.

«Essere un Teatro pubblico significa assumersi questa responsabilità: non soltanto raccontare una comunità, ma creare le condizioni perché quella comunità possa incontrarsi, riconoscersi, sorprendersi e guardare oltre sé stessa», aggiunge Giorgetti.

La settimana che conduce all’apertura di “Materia Viva” diventa così parte integrante della nuova stagione: una piazza trasformata in palcoscenico, un incontro con un grande interprete, la formazione, la ricerca universitaria, i giovani artisti e la grande prosa sono tasselli di un unico progetto.

Un Teatro che custodisce le proprie radici, ma continua a cercare nuove strade per mettere in relazione la città con il mondo.

redazione

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