07 Ottobre 2026
Schifani valuta le dimissioni, scontro in Forza Italia

Alta tensione in Forza Italia in Sicilia: Schifani valuta le decisioni da assumere dopo le parole di Minardo. Telefonata tesa con Tajani, nodo sulla ricandidatura
Ore decisive per il futuro del governo regionale siciliano. Il presidente della Regione Renato Schifani ha aperto alla possibilità di decisioni drastiche dopo le dichiarazioni del commissario regionale di Forza Italia Nino Minardo, che ha chiesto per il partito nell’Isola «una proposta politica completamente nuova».
«Prendo atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve», ha affermato Schifani. La possibilità delle dimissioni resta dunque sul tavolo, anche se al momento il presidente non le ha formalizzate.

Il nodo della ricandidatura
Al centro dello scontro interno a Forza Italia ci sarebbe soprattutto la ricandidatura di Schifani alle elezioni regionali del 2027.
Secondo quanto riferisce l’Ansa, mentre il governatore aveva finora considerato naturale la possibilità di un secondo mandato, ai vertici nazionali del partito sarebbero aumentati i dubbi sull’ipotesi del bis.
Le parole di Minardo sono state interpretate come un segnale politico rivolto direttamente al presidente della Regione, dopo che il commissario siciliano aveva indicato la necessità di un rinnovamento della classe dirigente.
Telefonata ad alta tensione con Tajani
Nella serata di martedì ci sarebbe stato anche un colloquio telefonico dai toni molto accesi tra Schifani e il leader nazionale di Forza Italia Antonio Tajani.
Secondo le ricostruzioni, il governatore avrebbe manifestato il proprio disappunto per tempi e modalità della presa di posizione di Minardo. Dopo la telefonata, Schifani ha riunito a Palazzo d’Orléans alcuni componenti del proprio staff e parlamentari regionali a lui vicini.
Sullo sfondo l’inchiesta Armao
A rendere ancora più delicato il momento politico è l’inchiesta che coinvolge Gaetano Armao, già presidente della Commissione tecnica specialistica regionale e fino alla notizia dell’indagine consigliere giuridico di Schifani.
La Procura di Palermo ha avanzato nei suoi confronti una richiesta di arresto per l’ipotesi di corruzione. Si tratta di una richiesta cautelare e non di un provvedimento definitivo; le contestazioni dovranno essere valutate nelle sedi giudiziarie competenti. Armao si è dimesso dall’incarico di consigliere giuridico del presidente.
Il caso avrebbe contribuito ad aumentare le preoccupazioni all’interno di Forza Italia e ad accelerare la discussione sul futuro politico del centrodestra siciliano.
Ipotesi voto anticipato, ma nessuna decisione
Se Schifani dovesse effettivamente dimettersi, si aprirebbe lo scenario della conclusione anticipata della legislatura e di nuove elezioni regionali.
In queste ore circolano anche ipotesi su possibili successori e sulla tempistica di un eventuale voto anticipato, ma non risultano al momento decisioni ufficiali né sulla candidatura alternativa né sulla data delle elezioni.
La certezza, per ora, è la profonda tensione dentro Forza Italia e l’attesa per la decisione che Schifani ha annunciato di voler comunicare a breve.





