30 Settembre 2026

Bene confiscato alla mafia, nasce un centro per gli indigenti

Bene confiscato alla mafia, nasce un centro per gli indigenti

Un bene confiscato alla mafia diventa un centro di ascolto e distribuzione alimentare per famiglie in difficoltà. Firmata la convenzione con il Centro Cristiano Eben Ezer.

Un bene confiscato alla mafia si trasforma in uno spazio dedicato alla solidarietà e al sostegno delle persone in difficoltà.

È stata firmata oggi la convenzione tra il Comune e il Centro Cristiano Eben Ezer Odv per la gestione dell’immobile di via Lavina 453, che ospiterà un centro di ascolto e un servizio di distribuzione di beni alimentari destinati alle famiglie indigenti.



Il Comune aveva acquisito il bene con l’obbligo di destinarlo a finalità sociali e di affidarne la gestione a un Ente del Terzo Settore. Il Centro Cristiano Eben Ezer si è aggiudicato la procedura a evidenza pubblica riservata agli ETS iscritti negli elenchi regionali.

La concessione avrà una durata di 36 mesi, rinnovabile, con l’obbligo per il gestore di presentare una relazione sulle attività svolte ogni sei mesi.

Alla firma erano presenti il sindaco Quintino Rocca, l’assessore ai Servizi Sociali Fabrizio Maccarone, i rappresentanti dell’Ufficio Urbanistica, il pastore della comunità Eben Ezer Rosario Patanè e il segretario Giosuè Patanè.

I rappresentanti della comunità hanno sottolineato l’importanza della collaborazione con l’amministrazione comunale e della presenza concreta sul territorio. L’assessore Maccarone ha evidenziato il valore del nuovo servizio per le persone che attraversano momenti di difficoltà, sia sul piano delle relazioni sia nella vita quotidiana.

Il sindaco ha ringraziato gli uffici comunali per il lavoro svolto e il Centro Cristiano Eben Ezer per l’impegno nel volontariato.

«Si tratta di una realtà molto attiva nel settore del volontariato – ha sottolineato il primo cittadino – e sono convinto che aiuterà ad arrivare a situazioni di disagio che magari sono nascoste e hanno bisogno del supporto della società civile e del nostro ente».

Il nuovo progetto punta quindi a trasformare un bene sottratto alla criminalità organizzata in un luogo di ascolto, assistenza e distribuzione alimentare, rafforzando la collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio.

redazione

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