19 Settembre 2026

Corso dei Martiri, associazioni contro il nuovo progetto

Corso dei Martiri, associazioni contro il nuovo progetto

CittàInsieme e altre associazioni criticano il nuovo progetto per Corso dei Martiri e rilanciano l’ipotesi di un grande parco urbano di oltre sei ettari

Dopo decenni di attese, il futuro di Corso dei Martiri torna al centro del dibattito cittadino. A intervenire sono CittàInsieme, Antimafia e Legalità, Catania Risorge, Fridays For Future Catania, Italia Nostra, Legambiente Catania, Lipu, Memoria e Futuro e Trame di Quartiere, che in un documento esprimono forti perplessità sul nuovo progetto di completamento del Piano di Risanamento del rione San Berillo.

Le associazioni prendono spunto dalla recente seduta straordinaria del Consiglio comunale, alla quale hanno partecipato il sindaco e il progettista incaricato dalla nuova proprietà dell’Istica.



Critiche al progetto urbanistico

Nel documento viene contestata anzitutto l’impostazione architettonica illustrata in aula.

Le associazioni richiamano le parole del progettista, che ha parlato di una città fatta anche di «muri che recintano vuoti» e della volontà di introdurre «un elemento di qualità urbana in un luogo di disagio».

Critiche anche alla scelta dei colori e dei materiali. Secondo il documento, la necessità di contrastare il fenomeno delle isole di calore non dovrebbe essere affrontata semplicemente attraverso cromie più chiare, ma puntando soprattutto sulla riduzione delle superfici cementificate e sull’aumento del verde accessibile.

Dubbi anche sugli aspetti economici

Le associazioni esprimono perplessità anche sulle modalità con cui è stata illustrata la struttura finanziaria dell’operazione.

Nel documento vengono richiamate le dichiarazioni dell’imprenditore promotore del progetto, secondo cui l’operazione potrebbe prevedere la costituzione di un fondo immobiliare e il coinvolgimento di ulteriori soggetti economici.

Secondo i firmatari, l’uso del futuro e del condizionale per molti passaggi del progetto rischia di alimentare ulteriormente la sfiducia dei cittadini dopo oltre settant’anni di attesa.

L’appello al Comune

Il documento richiama anche la posizione prudente espressa dal sindaco, che aveva parlato della necessità di procedere «con concretezza e senza arditi entusiasmi».

Le associazioni però chiedono un passo ulteriore: far decadere la Convenzione urbanistica, sostenendo che le precedenti proprietà non avrebbero rispettato tutti gli obblighi previsti e che il subentro della nuova proprietà non cancellerebbe tali inadempienze.

La proposta: un parco urbano di oltre sei ettari

La proposta alternativa è netta.

Secondo i firmatari, qualora il Comune diventasse proprietario delle aree, potrebbe modificarne la destinazione urbanistica e realizzare un grande parco urbano di oltre sei ettari.

Nel documento vengono citati come esempi il Parco della Lanterna di Genova, il Parque Central da Asprela di Porto e il BAM di Milano.

Per le associazioni sarebbe un modo per chiudere definitivamente una delle vicende urbanistiche più lunghe e controverse della città e trasformare quella che definiscono una ferita aperta in una nuova grande area verde pubblica.

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redazione

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