15 Settembre 2026
All’aeroporto di Catania manca protocollo emergenza Etna

𝐋’𝐄𝐍𝐀𝐂 𝐋𝐎 𝐃𝐈𝐂𝐄. 𝐈𝐋 𝐏𝐀𝐓𝐓𝐎 𝐋𝐎 𝐒𝐂𝐑𝐈𝐕𝐄𝐕𝐀 𝐓𝐑𝐄 𝐌𝐄𝐒𝐈 𝐅𝐀. 𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐀𝐓𝐓𝐎 𝐍𝐎𝐍 𝐋𝐎 𝐏𝐑𝐄𝐕𝐄𝐃𝐄 𝐀𝐍𝐂𝐎𝐑𝐀. 𝐄 𝐅𝐎𝐍𝐓𝐀𝐍𝐀𝐑𝐎𝐒𝐒𝐀 𝐄̀ 𝐂𝐇𝐈𝐔𝐒𝐀 𝐏𝐄𝐑 𝐋𝐀 𝐓𝐄𝐑𝐙𝐀 𝐕𝐎𝐋𝐓𝐀 𝐈𝐍 𝐒𝐄𝐈 𝐒𝐄𝐓𝐓𝐈𝐌𝐀𝐍𝐄.
di Franz Cannizzo
Stamattina, alle 9 e 46, le agenzie stampa hanno pubblicato la notizia: Fontanarossa chiusa ancora. Cenere vulcanica. Settori C1 e B3. Spazio aereo sospeso fino alle 14 e 30. Oltre 150 voli cancellati o riprogrammati nelle ultime ventiquattro ore. Chiusura annunciata ieri alle 9 e 30, prorogata alle 13 e 15, prorogata di nuovo fino alle 10 di stamattina, prorogata ancora fino alle 14 e 30.E da poco è stata comunicata la chiusura sino alle h.22,00 di oggi.
Cinque proroghe. Zero protocollo automatico. Stessa identica improvvisazione dello scorso mese di Agosto.
È la terza volta in sei settimane.
Nei giorni scorsi, a Napoli, il commissario straordinario dell’ENAC Carlo Mearelli ha parlato a margine della presentazione del masterplan dell’aeroporto di Capodichino. Lo interpellano su Catania. La risposta è netta, chiara, inequivocabile:
“𝐂𝐨𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐟𝐞𝐧𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢 𝐝𝐨𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐟𝐚𝐫𝐜𝐢 𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢. 𝐒𝐨𝐧𝐨 𝐟𝐞𝐧𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐚𝐬𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐨𝐫𝐦𝐚𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐠𝐞𝐧𝐝𝐚. 𝐐𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐡𝐚 𝐢 𝐜𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐜𝐜𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀. 𝐏𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐂𝐚𝐭𝐚𝐧𝐢𝐚, 𝐞̀ 𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐥’𝐚𝐥𝐥𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐛𝐚𝐜𝐤𝐮𝐩 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐚𝐥𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐬𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞. 𝐈𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐯𝐚 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐨, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐟𝐟𝐞𝐫𝐭𝐨.”
Bene. Benissimo.
Il commissario dell’ente che in Italia regolamenta e supervisiona l’aviazione civile dice quello che il Patto per la Sicilia orientale ha scritto in un documento formale lo scorso 23 luglio 2026. Lo ha trasmesso con PEC a quindici destinatari istituzionali. Ha aspettato risposte fino al 22 agosto. Silenzio totale.
Adesso arriva l’ENAC e dice le stesse cose. Con le stesse parole.
Qui però bisogna fare una distinzione che in questi mesi nessuno ha voluto fare con la chiarezza che merita.
“𝐒𝐚𝐫𝐚̀ 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐬𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞” 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐠𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐚 “𝐞̀ 𝐨𝐛𝐛𝐥𝐢𝐠𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨.”
“𝐃𝐞𝐯𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐨” 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐠𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐚 “𝐜𝐡𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐥𝐨 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐩𝐚𝐠𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞.”
“𝐁𝐚𝐜𝐤𝐮𝐩 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨” 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐚𝐮𝐬𝐩𝐢𝐜𝐢𝐨 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐞 “𝐛𝐚𝐜𝐤𝐮𝐩 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨” 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐜𝐥𝐚𝐮𝐬𝐨𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐧𝐜𝐨𝐥𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐒𝐀𝐂 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐮𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐞. 𝐔𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐜𝐞 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢. 𝐋’𝐚𝐥𝐭𝐫𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐜𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐢.
Il Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035, redatto dal MIT e dall’ENAC stessa, non contiene nessun riferimento al problema dell’Etna. Il commissario ENAC lo dichiara “indispensabile” mentre il piano strategico del suo stesso ente lo ignora completamente.
Il contratto di privatizzazione SAC,quello che i dieci operatori internazionali stanno valutando in data room in questi giorni, quello che determinerà come vengono gestiti Fontanarossa e Comiso fino al 2049, non contiene clausole vincolanti sul protocollo di emergenza vulcanica.
Non ancora.
Quindi ricapitoliamo.
𝐀𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔: Fontanarossa chiude dieci giorni. Ottocento voli saltati. Danno economico tra 158 e 198 milioni di euro. Il Patto per la Sicilia orientale chiede il protocollo di emergenza, come clausola nel contratto di privatizzazione. Silenzio dai quindici destinatari istituzionali.
𝐒𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔: Fontanarossa chiude di nuovo. Terza volta in sei settimane. Il commissario ENAC dice che il backup strutturato è indispensabile. Il contratto di privatizzazione ancora non lo prevede.
𝐎𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔: cosa succede? Dipende da una cosa sola. Se quella clausola viene scritta nel contratto prima che le offerte vincolanti vengano presentate o se resta un auspicio istituzionale come tutti gli altri auspici istituzionali prodotti in trent’anni di eruzioni Siciliane.
𝐋𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐞̀ 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚. 𝐀𝐝𝐞𝐬𝐬𝐨.
Il Patto per la Sicilia orientale ha chiesto l’incontro con l’assessore Aricò.Ha segnalato la Corte dei Conti. Ha scritto all’ANAC.
Adesso il commissario ENAC dice che ha ragione.
Ma avere ragione non cambia niente se la clausola non viene scritta.
La prossima volta che Fontanarossa chiude e chiuderà, perché l’Etna “è ormai stabilmente nell’agenda” come dice Mearelli, vogliamo che si attivi un protocollo automatico invece di una proroga. Vogliamo che i passeggeri ricevano informazioni in cinque lingue invece di cercare taxi a 800 euro. Vogliamo che Comiso abbia le piazzole per assorbire il traffico invece di sei stalli di cui due occupati.
Tutto questo costa meno del danno di una sola settimana di chiusura.
Tutto questo si scrive in un contratto.
Il contratto si scrive adesso.
𝐅𝐫𝐚𝐧𝐳 𝐂𝐚𝐧𝐧𝐢𝐳𝐳𝐨 𝐞̀ 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐥𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐨-𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐨𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐨𝐫𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞.


