12 Settembre 2026

Catania che vergogna, la Scafatese vince al Massimino

Catania che vergogna, la Scafatese vince al Massimino

La Scafatese espugna il Massimino battendo il Catania 2-1. Ospiti superiori per idee, organizzazione e qualità; rossazzurri confusi e sterili

La Scafatese espugna il Massimino e batte il Catania 2-1, al termine di una partita nella quale gli ospiti hanno mostrato maggiore organizzazione, idee più chiare e una qualità complessiva superiore rispetto a un Catania apparso a lungo confusionario, sterile e privo di una vera identità di gioco.

Esultanza giocatori Scafatese, Foto Anastasi



La squadra allenata da Michele Zeoli ha dato l’impressione di sapere sempre cosa fare con il pallone, scegliendo tempi e modalità delle giocate con maggiore lucidità. Dall’altra parte, il Catania di Longo ha prodotto una manovra spesso approssimativa, affidata più agli spunti individuali che a un sistema capace di creare superiorità e occasioni pulite.

Una prestazione che inevitabilmente mette il tecnico rossazzurro al centro delle critiche.

Scafatese più lucida, Catania senza idee

L’avvio racconta subito una differenza evidente tra le due squadre.

Il Catania fatica a costruire azioni pericolose, mentre la Scafatese resta compatta, attende e quando riparte dà sempre la sensazione di poter fare male.

Il vantaggio ospite arriva dopo una sortita offensiva: Torrasi commette fallo in area su Palmieri e l’arbitro indica il dischetto. Dagli undici metri Emmausso non sbaglia e porta avanti la Scafatese.

Cinque minuti più tardi il Catania reclama a sua volta un calcio di rigore per una trattenuta. L’episodio viene rivisto all’FVS, ma il direttore di gara considera il contatto troppo lieve per concedere la massima punizione.

Cavuoti vicino al pareggio

Al 30’ arriva una delle poche occasioni nitide costruite dai rossazzurri nella prima frazione.

Cicerelli mette un buon pallone in area e Cavuoti colpisce di testa, trovando però la risposta di Forte, che devia in calcio d’angolo.

Il Catania prova ad aumentare la pressione negli ultimi minuti del primo tempo, ma la manovra resta poco fluida e soprattutto imprecisa negli ultimi metri.

La Scafatese, al contrario, dà l’impressione di controllare la gara con maggiore tranquillità e consapevolezza.

Russo pareggia, ma il gioco non cambia

Nella ripresa il Catania entra in campo con un atteggiamento più aggressivo.

Al 50’ Vallocchia prova la conclusione dalla distanza, ma Forte devia ancora in angolo.

Quattro minuti dopo arriva il pareggio. Bruzzaniti, dopo aver superato l’avversario, mette il pallone al centro e Russo, da pochi passi, firma l’1-1.

Il gol sembra poter cambiare l’inerzia della partita, ma il problema del Catania resta soprattutto nella costruzione.

I rossazzurri tentano qualche filtrante e provano ad aumentare il ritmo, senza però trovare continuità e lucidità. Le azioni offensive appaiono spesso scollegate, mentre la Scafatese, ogni volta che supera la metà campo, riesce a sviluppare trame più ordinate e pericolose.

Toscano gela il Massimino al 90’

Quando la partita sembra destinata al pareggio, arriva il colpo decisivo.

Al 90’ Toscano raccoglie un pallone vagante al limite dell’area e lascia partire una conclusione splendida che termina all’incrocio dei pali, senza lasciare possibilità a Rinaldi.

È il gol dell’1-2 che premia una Scafatese capace di interpretare meglio la gara.

Nel recupero gli ospiti restano in dieci per l’espulsione di Emmausso e il Catania prova l’ultimo assalto, colpendo anche una traversa nell’ultima azione.

Un eventuale pareggio, però, avrebbe probabilmente raccontato una partita diversa da quella vista per larghi tratti al Massimino.

Scafatese superiore nelle idee, Catania da ripensare

La Scafatese porta via tre punti meritati perché, al di là degli episodi, ha mostrato una squadra con una fisionomia più precisa: organizzazione, capacità di occupare gli spazi, tecnica e maggiore lucidità nelle scelte.

Il Catania, invece, continua a dare l’impressione di essere una somma di individualità più che una squadra costruita attorno a principi riconoscibili.

Contro la Scafatese sono mancati ritmo, movimenti coordinati e soprattutto soluzioni offensive preparate. Troppo spesso il possesso si è trasformato in una circolazione sterile o in tentativi estemporanei.

Il risultato inevitabilmente apre una riflessione pesante sulla gestione tecnica di Longo. Il problema non è soltanto la sconfitta interna, ma la sensazione di una squadra che, nonostante la qualità a disposizione, appare senza un’identità precisa e inferiore sul piano delle idee a un avversario apparso più organizzato e consapevole.

Per il Catania servirà una svolta immediata, perché una prestazione del genere al Massimino non può essere archiviata come un semplice incidente di percorso.

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Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.