12 Settembre 2026
Monte Po, la ricostruzione di un pomeriggio ad alta tensione

L’ordinanza del Gip ricostruisce quanto accaduto il 26 agosto a Monte Po: arrivi scaglionati, pistole, passamontagna e uomini pronti a sparare
CATANIA – Un pomeriggio scandito da arrivi, spostamenti, pistole, cambi d’abito e movimenti sospetti. È quanto emerge dall’ordinanza cautelare relativa ai fatti avvenuti il 26 agosto 2026 in via Leonardo Vigo, nel quartiere Monte Po.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, dalle 14.10 fino a poco dopo le 17 le telecamere di videosorveglianza avrebbero documentato una progressiva concentrazione di uomini nella zona.
Tra i primi ad arrivare ci sarebbe stato Salvatore Angelo Salamone, giunto intorno alle 14.12 a bordo di uno scooter. Poco dopo sarebbero arrivati altri soggetti, tra cui Salvatore Puglisi, Agatino Zuccaro e Kevin Giglio. Quest’ultimo, secondo quanto riportato nel provvedimento, sarebbe stato ripreso prima con abiti normali e successivamente con una tuta monouso bianca.
Nel corso del pomeriggio sarebbero giunti anche altri uomini. Intorno alle 15.50 arriverebbe Damiano Aurora, a bordo di una Fiat 500L bianca. Pochi minuti dopo, le telecamere lo avrebbero ripreso mentre consegnava a Salamone quella che gli investigatori ritengono essere una pistola.
Nella stessa fascia oraria sarebbe stato ripreso anche Rinaldo Giorgio Garofalo, che secondo l’ordinanza avrebbe avuto con sé una pistola e un passamontagna.
Pistole in mano e armi nascoste
La ricostruzione diventa ancora più significativa con il passare dei minuti.
Intorno alle 16.06, Agatino Zuccaro sarebbe stato ripreso con una pistola in mano. Poco prima delle 17, sempre secondo gli investigatori, lo stesso uomo sarebbe stato visto mentre maneggiava e puliva l’arma in presenza degli altri.
Alle 17.02 circa, Garofalo avrebbe indossato il passamontagna. Pochi istanti dopo, Puglisi sarebbe stato ripreso mentre indossava una giacca da soccorritore del 118.
Sotto la giacca, secondo l’ordinanza, avrebbe avuto due pistole infilate nei pantaloni. Poco dopo le avrebbe appoggiate a terra, dietro un pilastro del porticato.
Intorno alle 17.07, Kevin Giglio sarebbe stato ripreso con una pistola in mano e guanti neri. Nello stesso arco temporale Salamone avrebbe maneggiato l’arma ricevuta in precedenza e avrebbe nascosto in una cassetta pubblicitaria un involucro contenente 19 proiettili per AK-47, poi sequestrati.
L’arrivo dei Carabinieri
Pochi minuti dopo, intorno alle 17.10, arrivano i Carabinieri della Stazione di Catania Nesima.
I militari avrebbero notato circa otto persone nella zona. Alcune indossavano tute da lavoro, una persona una giacca del 118 e un’altra un passamontagna.
Alla vista dei Carabinieri il gruppo si sarebbe disperso rapidamente.
Durante la fuga sarebbero stati abbandonati o nascosti armi, munizioni, un giubbotto antiproiettile, un passamontagna e altro materiale, successivamente recuperato dai militari.
Le intercettazioni e il clima di tensione
Le telecamere ricostruiscono ciò che sarebbe accaduto quel pomeriggio. Le intercettazioni riportate nell’ordinanza aiuterebbero invece a comprendere il contesto.
In alcune conversazioni si fa riferimento a precedenti episodi violenti e a una situazione descritta come “una guerra” tra gruppi contrapposti.
In uno dei dialoghi viene anche ricordato un precedente episodio con la frase:
«Gli hanno sparato in macchina»
Secondo gli investigatori, questi elementi si inserirebbero in un quadro di tensione tra soggetti vicini a Monte Po e un gruppo riconducibile ai Cursoti Milanesi.
L’ipotesi accusatoria è quindi che il gruppo si fosse radunato in un momento di forte tensione e con una concreta disponibilità di armi.
L’arrivo dei Carabinieri avrebbe interrotto quella sequenza prima che potesse degenerare ulteriormente.
Si tratta comunque di una ricostruzione contenuta in un’ordinanza cautelare. Le responsabilità dei singoli indagati dovranno essere accertate nel corso del procedimento e vale per tutti la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.






