04 Settembre 2026

“Scarabocchi” di Natale Maugeri il dolore del mondo si fa verso

“Scarabocchi” di Natale Maugeri il dolore del mondo si fa verso

Esiste un punto esatto in cui la memoria privata si frantuma per diventare specchio della storia collettiva. È in questo solco che si inserisce Scarabocchi di emozioni (Il Convivio Editore, giugno 2026, 96 pagine), la nuova attesa raccolta di Natale Maugeri. Il poeta siciliano firma qui l’opera della piena maturità letteraria, compiendo un netto salto evolutivo rispetto alle precedenti prove di La panchina o La farfalla.

Il poeta e scrittore Natale Maugeri



Laddove in passato Maugeri indulgeva in una prosa lirica più distesa, oggi la sua penna si fa tagliente, asciutta, quasi a voler dissimulare i sentimenti più intimi entro versi di una brevità penetrante.
Il titolo scelto dall’autore porta con sé una modestia solo apparente. Lo scarabocchio non è il segno della distrazione, ma l’estetica dell’intuizione pura: il tentativo di fissare sulla carta la fluidità degli stati d’animo nell’istante esatto in cui affiorano alla coscienza.
Come nota con acume Maria Trovato nella prefazione, la genesi di queste liriche risiede nel rituale quotidiano del poeta: le lunghe camminate in solitudine, il contatto quasi fisico con la terra, con gli alberi e con i frutti. Questa immersione totale nella natura diventa uno scudo protettivo, un rifugio lirico necessario per non farsi travolgere dalle alienazioni della modernità e poter così “scivolare armoniosamente nelle storie del mondo“, accettandone anche le ferite più sanguinose.
Una poesia che si fa scudo contro il logorio del presente,
cercando nella terra e nel ricordo un varco verso l’infinito.
Il volume si articola su tre direttrici stilistiche che ne testimoniano la straordinaria versatilità, come l’urgenza civile nella lirica “Gaza“, che rappresenta la vetta etica della raccolta. Maugeri spoglia la parola da ogni retorica geopolitica per misurarsi direttamente con la gravità del dolore contemporaneo. La poesia torna così alla sua funzione primaria: essere testimonianza nuda del patimento umano.
La purezza metafisica, la seconda direttrice, individuabile in componimenti come “Specchio d’acqua” restituisce una spiritualità limpida. La natura cessa di essere mero sfondo e si trasforma in un varco trascendentale, una dimensione francescana di purificazione dello spirito. L’essenzialità ermetica, infine, in testi come “Idolatria“, dove lo stile si fa criptico e misterioso. Maugeri sottrae materia al verso, costringendo il lettore a una decifrazione attiva del senso nascosto dietro vocaboli scarni.
Il fascino profondo di Scarabocchi di emozioni risiede nella sua capacità di dialogare a distanza con i giganti della nostra tradizione letteraria. Nello stupore lirico davanti al microcosmo naturale non si può non scorgere l’eco del “fanciullino” di Giovanni Pascoli, mentre i ricordi che “ritornano a riva” richiamano le dinamiche della memoria di Eugenio Montale e quella costante tensione leopardiana sospesa tra il microcosmo del borgo natio e l’immensità dell’infinito.
Tuttavia, è soprattutto con Giuseppe Ungaretti che Maugeri stabilisce il legame più forte: la secchezza formale di Gaza, fatta di versi fulminei e isolati, eredita direttamente la lezione de L’Allegria, dove la parola nuda diventa l’unico strumento possibile per invocare la pace di fronte all’orrore della guerra.
Nonostante la densità dei temi trattati, il libro non scivola mai nel patetismo. A salvare l’opera è l’innata ironia dell’autore, una cifra stilistica che attraversa la raccolta alleggerendo i concetti più complessi senza mai privarli della dovuta profondità.
Scarabocchi di emozioni si impone così come un’opera necessaria nel panorama contemporaneo: un manifesto di resistenza etica ed estetica, consigliato a chiunque cerchi nella poesia un punto di perfetto equilibrio tra il rumore assordante della cronaca e il silenzio necessario dell’anima.
Natale Maugeri è nato a Riposto il 17/09/1960. È stato socio e collaboratore del centro di Critica Artistico Letteraria” Giuseppe Macherione diretto dal poeta Giuseppe La Rosa. Dal 29 gennaio 1988 è iscritto all’albo della Presidenza “Centro Divulgazione Arte e poesia” come “Membro Honoris Causa”. È anche socio e collaboratore della Passeggiata Letteraria Ripostese. Varie poesie sono state pubblicate nelle antologie di Autori contemporanei del Centro di critica artistico letteraria Giuseppe Macherione, altre in Arte e Società, notiziario presidenza Centro divulgazione arte e poesia, Unione pionieri della cultura europea. È inserito nel dizionario biobibliografico degli autori siciliani tra ottocento e novecento diretto da Angelo e Giuseppe Manitta. Ha partecipato a numerosi concorsi letterari. Tra i vari riconoscimenti ci sono due primi posti con poesia singola: Oscar Sicilia e premio di poesia inedita Maria Luisa Messina. Un secondo posto a Terni con il libro edito “Frammenti di vita”. Un terzo posto a Milano con il libro edito “La vita ai miei occhi”. Ha pubblicato sette raccolte di poesie: Frammenti di vita Edizioni La Rocca, La vita ai miei occhi, I petali di ogni giorno, La panchina, Voli d’inchiostro, La vita e l’anima, La farfalla (tutti con il Convivio Editor).
Mario Pafumi

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Mario Pafumi

Mario Pafumi

mario.pafumi@tiscali.it Mario Pafumi (OdG Sicilia N° 165054) Classe 1956. Giornalista pubblicista dal 1993. Sono stato responsabile di diversi uffici stampa e direttore responsabile di alcune testate cartacee e online. Dal 1990 corrispondente del Giornale di Sicilia, e dall'apertura, di GdS online. Redattore di Freepressonline dal 2024.