02 Settembre 2026

Catania, la LIPU chiede più verde per difendere la città dal caldo

Catania, la LIPU chiede più verde per difendere la città dal caldo

La LIPU di Catania chiede più alberi, parchi e depavimentazione per contrastare le isole di calore e rendere la città più vivibile

Più alberi, più parchi, meno asfalto e una vera infrastruttura verde capace di attraversare tutta la città. È la proposta avanzata dalla LIPU – Sezione di Catania, che con una nota indirizzata al sindaco Enrico Trantino, al vicesindaco, al Consiglio comunale e alla Direzione Ambiente pone una domanda netta: «Catania, quale futuro per questa città?».

L’associazione parte dalle temperature particolarmente elevate registrate durante l’estate 2026 e sostiene che, di fronte all’aumento delle ondate di calore, il verde urbano debba essere considerato una vera infrastruttura della città, alla stregua di acquedotti e reti fognarie.



Secondo la LIPU, il nuovo Piano urbanistico generale dovrebbe mettere il verde al centro della pianificazione, ma gli interventi non possono attendere l’approvazione del nuovo strumento urbanistico.

«Abbassare la temperatura della città»

L’obiettivo indicato dall’associazione è ambizioso: aumentare la presenza di alberi e aree verdi fino a incidere concretamente sulle temperature estive.

La LIPU ricorda di avere già proposto, nelle osservazioni al PUG, di puntare a una riduzione di 2 gradi delle temperature estive, sottolineando però che, alla luce delle condizioni climatiche attuali, «oggi 2°C sono addirittura pochi».

Come esempi vengono richiamate esperienze italiane e internazionali di forestazione urbana e depaving, cioè la rimozione di asfalto e cemento per restituire spazio al suolo permeabile e alla vegetazione.

Nel documento vengono citati, tra gli altri, i progetti sviluppati a Milano, Reggio Emilia, Roma, Brescia, Vienna, Berlino, Parigi e Medellín.

«A Catania mancano 160 ettari di verde pubblico»

La LIPU pone anche il problema del deficit di aree verdi della città.

Secondo i dati riportati nel documento, a Catania mancherebbero 160 ettari di verde pubblico e 440 ettari di parchi urbani e territoriali rispetto agli standard richiamati dall’associazione.

Il verde, secondo la LIPU, non dovrebbe più essere considerato semplice arredo urbano ma uno strumento di salute pubblica ed equità sociale, soprattutto per chi non può permettersi di utilizzare continuamente climatizzatori durante i periodi più caldi.

Una rete di parchi da Monte Po alla costa

Tra le proposte c’è la realizzazione di una vera e propria rete verde cittadina, capace di collegare aree oggi separate.

La LIPU cita i parchi di Monte Po–Vallone Acquicella, Librino, Eredia, Pio X, Poggio Lupo, Canalicchio, Orti della Susanna, Leucatia, viale Lainò, via Acicastello e Rotolo, insieme all’inverdimento delle strade con alberature, aiuole e nuovi spazi verdi.

Nel documento viene inoltre ricordata la proposta del Parco Monte Po–Vallone Acquicella, con un’estensione indicata in circa 220 ettari, fino al mare, insieme alle iniziative per gli Orti della Susanna e la Timpa di Leucatia.

La mappa inserita a pagina 3 della nota mostra proprio il corridoio ipotizzato del Parco territoriale Monte Po–Vallone Acquicella, evidenziando un collegamento verde che attraverserebbe una parte consistente della città fino alla fascia costiera.

La critica ai parcheggi senza alberi

La LIPU contesta però alcune scelte urbanistiche che, a suo giudizio, andrebbero nella direzione opposta.

Nel documento vengono citati Piazza della Repubblica, Piazza Lupo-Majorana, il parcheggio Sanzio, parcheggi di supermercati e dell’area aeroportuale, indicati come esempi di grandi superfici asfaltate che contribuirebbero alla formazione delle isole di calore.

«Da una parte si crea il verde, dall’altra si realizzano delle isole di calore con nuovi parcheggi non alberati», sostiene l’associazione.

La LIPU segnala inoltre la presenza di alberi morti in diversi nuovi impianti cittadini, citando Parco Gioeni, Circonvallazione, corso Sicilia e Piazza Consiglio d’Europa.

«Mettere il verde al primo posto»

La richiesta finale è quella di destinare più risorse economiche e personale alla gestione del verde pubblico, potenziare gli uffici comunali con nuove professionalità e aumentare mezzi e personale per l’irrigazione di soccorso.

«Occorre fare ogni sforzo possibile per rendere vivibile nei prossimi anni la nostra città, mettendo il verde al primo posto fra tutte le azioni», scrive la LIPU.

Per l’associazione, il verde deve diventare non soltanto uno strumento ambientale, ma anche un elemento di riequilibrio urbano e sociale.

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redazione

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