02 Settembre 2026

Spunta un cellulare in casa di Noemi Impellizzeri

Spunta un cellulare in casa di Noemi Impellizzeri

Nuovi accertamenti sulla morte di Noemi Impellizzeri: recuperato un cellulare nell’abitazione. Il Ris cerca impronte, microtracce e l’origine dell’incendio

Un nuovo elemento entra nell’inchiesta sulla morte di Noemi Impellizzeri, la 33enne trovata senza vita lo scorso 23 agosto. Durante gli accertamenti tecnici nell’abitazione è stato recuperato un telefono cellulare con una cover azzurra, che sarà trasferito in laboratorio per essere sottoposto ad analisi.

Il dispositivo, secondo quanto emerso, non sarebbe stato prelevato durante i primi interventi per esigenze legate alla corretta conservazione e documentazione della scena. Saranno adesso gli accertamenti tecnici a stabilire se possa fornire elementi utili alla ricostruzione delle ultime ore di vita della donna.



Per la morte di Noemi risulta indagato Toni Proietto, che ha respinto le accuse e ha sostenuto di avere avuto con la 33enne soltanto un rapporto di amicizia. L’indagine è ancora in corso e resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

Il Ris mappa l’intera abitazione in 3D

Le operazioni sono condotte dagli specialisti del Ris di Messina. La prima fase degli accertamenti, definita “tempo zero”, è stata dedicata alla documentazione completa dello stato dei luoghi.

Gli investigatori hanno eseguito fotografie, mappature e rilievi tridimensionali dell’abitazione, prima di procedere alle successive attività specialistiche.

Sul posto ha operato anche la sezione biologica del Ris, coordinata dal colonnello Carlo Romano.

Il programma degli accertamenti prevede inoltre esami chimici, con il supporto del Reparto Analisi Criminologiche – Sezione Psicologia Investigativa del RaCIS di Roma, e verifiche dattiloscopiche finalizzate alla ricerca di eventuali impronte digitali.

Microtracce e reperti sotto esame

Particolare attenzione viene riservata agli ambienti interessati dall’incendio e a quelli maggiormente conservati.

Gli investigatori stanno isolando microtracce e acquisendo reperti che saranno successivamente sottoposti agli esami di laboratorio.

Tra gli obiettivi degli accertamenti c’è anche quello di determinare l’origine dell’incendio, verificando l’eventuale presenza di sostanze acceleranti o di possibili inneschi.

Un lavoro che dovrà contribuire a ricostruire la successione degli eventi avvenuti nell’abitazione prima del ritrovamento del corpo.

È importante, in questa fase, non anticipare conclusioni sulla dinamica della morte: il corpo di Noemi è stato trovato in posizione di impiccamento, ma proprio la natura e le circostanze del decesso sono oggetto dell’inchiesta.

Allarme per una possibile fuga di gas

Durante le operazioni è stato necessario anche l’intervento dei Vigili del Fuoco per una segnalazione relativa a una possibile fuga di gas nella zona.

L’attività degli specialisti è poi proseguita negli ambienti dell’abitazione, con l’acquisizione di alcuni arredi risparmiati dalle fiamme e la ricerca di elementi potenzialmente utili agli accertamenti scientifici.

Alle operazioni ha assistito anche l’avvocato Ivan Siragusa, difensore di Proietto, che ha ottenuto l’autorizzazione ad accedere all’immobile dopo la conclusione delle attività preliminari.

La madre: «Prima di puntare il dito bisogna aspettare»

Presenti durante il lungo sopralluogo anche la madre di Noemi, Sara Sturiale, e il patrigno Andrea Russo.

«Noemi era rimasta una bambina nonostante avesse 33 anni, è diventata mamma troppo presto, a 18 anni. Siamo stati sempre vicini a lei seguendola con amore», ha ricordato il patrigno.

La madre ha invece voluto respingere alcune ricostruzioni circolate sulla vita della figlia.

«Ma lo capiscono il dolore di una madre? Non è vero che mia figlia era abbandonata, mia figlia aveva una casa e non viveva nei cartoni alla stazione».

Poi l’appello alla prudenza: «Prima di puntare il dito, bisogna aspettare».

Le analisi del Ris e gli ulteriori accertamenti investigativi dovranno ora stabilire quale rilevanza possano avere il cellulare recuperato, le microtracce e gli altri reperti acquisiti nell’abitazione.

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Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.