01 Settembre 2026
Acireale, il sindaco premia cinque acesi emigrati da molti anni

La nostalgia per i luoghi natii e un legame profondo con la propria terra che il tempo e la distanza non hanno mai cancellato. Sono questi gli elementi emersi nel corso dell’incontro che si è svolto al Palazzo di Città di Acireale, dove il sindaco Roberto Barbagallo ha ricevuto cinque “figli” della città, rimasti sempre legati al luogo che ha dato loro i natali.
L’iniziativa è stata promossa dal consigliere comunale Paolo Monaco, che ha accompagnato gli ospiti durante l’incontro con il primo cittadino. Si tratta di Rosario Marletta, da quasi sessant’anni residente in Australia, dei coniugi Salvatore Marletta e Venera Leonardi, da anni a Pisa, e di Salvatore Consoli e Nunzia Cantarella, anche loro marito e moglie e da molto tempo residenti a Brescia.
Cinque storie diverse, accomunate da un unico filo conduttore: l’amore per Acireale e il desiderio di mantenere vivo il rapporto con la propria città d’origine.
Il sindaco Barbagallo ha accolto con particolare piacere la “pattuglia” di acesi emigrati, sottolineando il valore del loro affetto nei confronti della città. Un sentimento che continua a manifestarsi attraverso i ritorni periodici ad Acireale, vissuti come un appuntamento con le proprie radici.
Durante l’incontro, gli ospiti hanno raccontato di aver ritrovato una città cresciuta e cambiata rispetto agli anni in cui l’avevano lasciata. Acireale, secondo le loro impressioni, appare oggi più moderna, attrattiva e al passo con i tempi.
Un giudizio che ha assunto un significato particolare proprio perché arrivato da chi, pur vivendo da decenni lontano dalla Sicilia, continua a guardare alla propria città con gli occhi e l’affetto di chi non ha mai reciso il legame con le proprie origini.
Il momento più emozionante è arrivato al termine dell’incontro, quando il sindaco Barbagallo, affiancato dal consigliere Monaco, ha consegnato ai cinque acesi un riconoscimento della città.
Un gesto simbolico per testimoniare la gratitudine e l’affetto di Acireale verso chi, anche a migliaia di chilometri di distanza, continua a portare la propria città nel cuore. La distanza geografica, in questo caso, non ha cancellato le radici: le ha rese ancora più forti.





