01 Settembre 2026
Cronaca, Catania: Incendio alla Zona Industriale, CISAL attacca Pfizer

Incendio alla Zona Industriale di Catania, CISAL e FIALC CISAL chiedono chiarimenti a Pfizer sulla gestione dell’emergenza e verifiche da parte di ASP, ARPA e Ispettorato.
L’incendio divampato lo scorso 28 agosto nella Terza Strada della Zona Industriale di Catania riaccende il tema della sicurezza dei lavoratori. CISAL Catania e FIALC CISAL Catania esprimono preoccupazione per la gestione dell’emergenza da parte dello stabilimento Pfizer, sottolineando come l’attività produttiva non sia stata sospesa nonostante la presenza di una densa colonna di fumo nero proveniente dal rogo di un’azienda che opera nella lavorazione di materiale plastico.
Secondo i sindacati, proprio l’incertezza sulla composizione e sull’eventuale pericolosità dei fumi avrebbe dovuto portare all’adozione del massimo principio di precauzione per i lavoratori delle aziende situate nelle vicinanze.
“Altre aziende hanno sospeso le attività, Pfizer no”, affermano Giovanni Lo Schiavo, segretario CISAL Catania, e Giuseppe La Mendola, segretario provinciale FIALC CISAL Catania.
Le organizzazioni sindacali evidenziano infatti che diverse aziende della Zona Industriale avrebbero scelto di interrompere precauzionalmente le attività durante l’emergenza, pur trovandosi, secondo quanto riferito, a una distanza maggiore dal luogo dell’incendio rispetto allo stabilimento Pfizer.
Per CISAL e FIALC CISAL è quindi necessario chiarire quali valutazioni siano state effettuate durante le ore dell’emergenza e quali misure siano state adottate per tutelare il personale.
I sindacati richiamano gli obblighi di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori previsti dall’articolo 2087 del Codice civile e dal decreto legislativo 81/2008, chiedendo che venga fatta piena luce sulla gestione dell’emergenza.
“Non intendiamo formulare conclusioni che spettano agli organi competenti – precisano Lo Schiavo e La Mendola – ma poniamo una domanda semplice: in presenza di una nube proveniente da un incendio di materiale plastico e nell’incertezza sulla sua composizione, era opportuno continuare normalmente l’attività lavorativa? Per noi la risposta deve essere guidata dalla massima tutela della salute delle persone”.
CISAL Catania e FIALC CISAL chiedono quindi a Pfizer chiarimenti sulle valutazioni del rischio effettuate durante l’incendio, sulle misure adottate per proteggere i lavoratori e sulle ragioni che hanno portato alla mancata sospensione delle attività.
Le organizzazioni sindacali chiedono inoltre che ai dipendenti vengano messi a disposizione i dati disponibili sulla qualità dell’aria e sugli eventuali rilevamenti effettuati nei pressi dello stabilimento durante e dopo l’incendio.
Chiesto anche l’intervento degli organi competenti, tra cui ASP, ARPA Sicilia e Ispettorato del Lavoro, affinché vengano verificate le procedure adottate durante l’emergenza e l’adeguatezza delle misure di tutela.
Infine, CISAL e FIALC CISAL sollecitano l’apertura di un confronto con l’azienda e le rappresentanze dei lavoratori per definire un protocollo specifico per le future emergenze ambientali, come incendi, contaminazioni dell’aria o altri eventi provenienti dall’esterno dello stabilimento.
“La prevenzione significa decidere prima, stabilire procedure precise e mettere sempre la sicurezza davanti a qualsiasi altra esigenza”, concludono Lo Schiavo e La Mendola, ribadendo che la tutela della salute dei lavoratori deve rappresentare la priorità.






