27 Agosto 2026

Aeroporto di Comiso, Cisal: «Ridotto a soluzione d’emergenza»

Aeroporto di Comiso, Cisal: «Ridotto a soluzione d’emergenza»

La Cisal denuncia l’isolamento operativo e gestionale dell’aeroporto di Comiso e chiede un vero piano industriale, investimenti e tempi certi sui fondi per cargo e logistica.

L’aeroporto Pio La Torre di Comiso rischia di restare uno scalo utilizzato soprattutto nelle emergenze, anziché diventare una infrastruttura autonoma e pienamente operativa durante tutto l’anno. È la denuncia contenuta in una nota della Cisal, che punta il dito contro quella che definisce una condizione di isolamento operativo e gestionale dello scalo ibleo.

Secondo il sindacato, a pesare sarebbero soprattutto l’assenza di un piano industriale concreto, la mancanza di trasparenza e i ritardi negli investimenti destinati al rilancio dei voli.



«Comiso penalizzato dalla gestione accentrata»

La Cisal contesta in particolare il modello di gestione sotto la SAC, società che gestisce anche l’aeroporto di Catania, sostenendo che questa impostazione finirebbe per privilegiare il Vincenzo Bellini e lasciare Comiso in una posizione marginale.

Lo scalo ibleo, secondo questa lettura, verrebbe valorizzato soprattutto quando emergenze o criticità rendono necessario alleggerire o sostituire temporaneamente l’operatività di Catania.

Per il sindacato, invece, Comiso dovrebbe essere messo nelle condizioni di avere una propria strategia di sviluppo, con collegamenti stabili, programmazione annuale e una funzione più forte nel sistema aeroportuale della Sicilia orientale.

Il nodo dei fondi per cargo e logistica

Altro punto sollevato riguarda i 47 milioni di euro di fondi FSC, indicati nella nota come risorse sbloccate dall’Unione Europea nel novembre 2025 e destinate all’area cargo e al potenziamento logistico.

La Cisal lamenta ritardi nell’utilizzo delle somme e chiede tempi certi per trasformare le risorse disponibili in interventi concreti.

Secondo il sindacato, il rilancio strutturale dell’aeroporto sarebbe rallentato da ritardi burocratici, gestione accentrata e assenza di una pianificazione operativa realmente efficace, nonostante gli annunci istituzionali degli ultimi mesi.

La richiesta è quindi quella di superare una gestione considerata emergenziale e di restituire al Pio La Torre un ruolo stabile nello sviluppo economico, turistico e logistico dell’area iblea.

redazione

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