17 Agosto 2026
Etna, ecco le zone a maggiore pericolosità

Protezione civile: sull’Etna la Zona Sommitale e la Zona a Pericolosità Permanente sono soggette a specifiche limitazioni in caso di preallarme e allarme
Sull’Etna esistono aree nelle quali la presenza di escursionisti e visitatori richiede particolare attenzione e il rispetto rigoroso delle disposizioni impartite dalle autorità di Protezione civile.
In particolare, vengono individuate la Zona Sommitale (ZS) e la Zona a Pericolosità Permanente (ZPP), soggette a specifiche limitazioni in relazione all’evoluzione dell’attività vulcanica.
Cos’è la Zona Sommitale
La Zona Sommitale comprende i crateri sommitali, l’alta Valle del Bove fino a circa 1.700 metri sul livello del mare e, indicativamente, le aree al di sopra dei 2.500 metri sui versanti meridionale, occidentale e settentrionale.
La zona può estendersi anche a quote inferiori quando sono presenti colate laviche o bocche eruttive attive.
Cos’è la Zona a Pericolosità Permanente
La Zona a Pericolosità Permanente è compresa all’interno della Zona Sommitale e interessa le aree caratterizzate da una pericolosità vulcanica costante, in particolare quelle prossime ai crateri sommitali.
In queste zone la fruizione è sottoposta a specifiche regolamentazioni di sicurezza indipendentemente dallo stato di attività del vulcano.
Preallarme e allarme: quando scattano i divieti
Le interdizioni sono collegate alle fasi operative di Protezione civile.
In fase di PREALLARME viene interdetta la Zona a Pericolosità Permanente.
In fase di ALLARME viene invece interdetta l’intera Zona Sommitale.
Le fasi operative vengono dichiarate dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile sulla base delle informazioni del sistema ETNAS dell’INGV, delle comunicazioni del Dipartimento nazionale della Protezione civile e dell’evoluzione dei fenomeni eruttivi.
Cosa devono fare escursionisti e visitatori
Quando viene disposta un’interdizione, chiunque si trovi nelle aree interessate deve allontanarsi immediatamente, seguendo i percorsi indicati come sicuri e le disposizioni delle autorità e degli operatori presenti sul territorio.
Le comunicazioni vengono trasmesse dal DRPC Sicilia a Sindaci, Prefettura, Forze dell’Ordine, Guide dell’Etna e agli altri soggetti competenti.
In fase di allarme, le operazioni di interdizione della Zona Sommitale vengono supportate anche dalla Guardia di Finanza e dal Corpo Forestale della Regione Siciliana.






