10 Agosto 2026

Formazione professionale, un docente: «Colloqui troppo discrezionali»

Formazione professionale, un docente: «Colloqui troppo discrezionali»

Cristian Adriano Porcino, docente nei percorsi regionali di istruzione e formazione professionale, racconta otto anni di precarietà, selezioni contestate e ritardi nei pagamenti

Contratti che terminano a giugno, nuove selezioni da affrontare ogni estate, colloqui giudicati eccessivamente discrezionali e stipendi che, in alcuni casi, arriverebbero con ritardi molto lunghi. È il quadro tracciato da Cristian Adriano Porcino, insegnante dell’area umanistica, che da quasi otto anni lavora nei percorsi regionali di istruzione e formazione professionale.

Porcino ha affidato inizialmente a Instagram il racconto della propria esperienza, sostenendo che molte delle difficoltà descritte riguarderebbero anche altri docenti impiegati negli enti di formazione.



«Ogni estate bisogna ricominciare»

Uno dei primi problemi indicati riguarda la precarietà contrattuale.

«Ogni anno il contratto scade a giugno e poi bisogna attendere l’uscita del bando», racconta il docente. Le procedure di selezione, secondo Porcino, vengono spesso avviate durante l’estate e obbligano gli aspiranti docenti a monitorare continuamente le pubblicazioni, presentare le domande e attendere convocazioni che possono arrivare tra luglio e agosto.

Una situazione che, sostiene, rende difficile persino programmare le ferie: «A volte i calendari non vengono pubblicati con sufficiente anticipo e si viene a conoscenza del colloquio praticamente all’ultimo momento».

«I titoli possono essere ribaltati dal colloquio»

La critica più forte riguarda però le modalità di selezione.

Porcino distingue una prima fase, basata sulla valutazione dei titoli, da una seconda affidata al colloquio.

Ed è proprio quest’ultima, a suo giudizio, a presentare le maggiori criticità. «La parte oggettiva può attribuirti 40 o 50 punti, ma poi il colloquio ha un peso tale da poter ribaltare completamente quella valutazione».

Il docente sostiene inoltre che, in alcune selezioni da lui affrontate, le domande non sarebbero state attinenti alle materie di insegnamento.

«Mi è capitato di sentire domande come: preferisci la pasta o la pizza, il sole o la luna. In alcuni casi si sarebbe arrivati anche a questioni personali, politiche o religiose».

Si tratta del racconto e delle valutazioni di Porcino, che necessiterebbero di riscontri specifici sulle singole procedure interessate.

Graduatorie, accesso agli atti e contestazioni

Un altro punto riguarda la pubblicazione delle graduatorie.

Secondo l’insegnante, non tutti gli enti adotterebbero le stesse modalità di trasparenza e, quando gli elenchi vengono pubblicati, potrebbero emergere errori nella trascrizione o nella valutazione dei titoli.

Porcino racconta di avere presentato anche richieste di accesso agli atti per verificare le procedure.

«Quando cerchi di tutelare il tuo lavoro attraverso gli strumenti previsti dalla legge rischi di essere considerato quello che vuole scompigliare le carte», afferma.

«Non vedo meritocrazia»

La conclusione del docente è particolarmente critica.

«Non vedo meritocrazia nel percorso IeFP. La discrezionalità delle commissioni rischia di pesare più dei titoli», sostiene Porcino, che afferma di essere inserito nell’elenco regionale dei formatori dal 2018.

Il docente segnala inoltre presunti casi di persone impiegate nell’insegnamento che, a suo dire, non avrebbero i requisiti previsti o non risulterebbero iscritte agli elenchi richiesti. Anche su questi aspetti si tratta di affermazioni che andrebbero verificate rispetto ai singoli casi e alla normativa applicabile.

Contratti precari e pagamenti ritardati

A completare il quadro descritto da Porcino c’è la questione economica.

I rapporti di lavoro, spiega, sarebbero spesso a tempo determinato o attraverso contratti di collaborazione, mentre i compensi non sempre verrebbero corrisposti con regolarità mensile.

«Ci sono pagamenti che vengono spalmati anche nell’arco di tre anni», denuncia.

Il racconto di Porcino apre così una questione più ampia sulle condizioni di lavoro dei docenti della formazione professionale regionale, sulla trasparenza delle selezioni e sulla necessità di criteri capaci di ridurre al minimo la discrezionalità nelle procedure.

Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.