07 Agosto 2026
Rapina in via Etnea, arrestati due giovani dopo la minaccia con un coltello

Due giovani sono stati arrestati dalla Polizia dopo una rapina in via Etnea, a Catania. La vittima era stata minacciata con un coltello per rubarle lo smartphone
Avrebbero fermato un passante con la scusa di chiedere l’ora e, pochi istanti dopo, lo avrebbero minacciato con un coltello per impossessarsi del suo smartphone.
Due giovani, un tunisino di 20 anni e un egiziano di 21 anni, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato per l’ipotesi di rapina aggravata.
L’episodio si è verificato nei pressi della Villa Bellini, lungo via Etnea, nel centro di Catania.
La scusa dell’orario
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, la vittima stava passeggiando quando è stata avvicinata dai due giovani.
Con la scusa di chiedere informazioni sull’orario, avrebbero indotto l’uomo a estrarre il cellulare dalla tasca.
A quel punto, uno dei due lo avrebbe afferrato per i polsi tentando di strappargli il dispositivo, mentre l’altro avrebbe estratto un coltello puntandoglielo contro per impedirgli di reagire.
L’intervento davanti alla Villa Bellini
Dopo essersi impossessati dello smartphone, i due avrebbero tentato di allontanarsi rapidamente.
Le urla della vittima hanno però attirato l’attenzione degli agenti del X Reparto Mobile di Catania, impegnati in servizio davanti alla Villa Bellini.
I poliziotti sono intervenuti immediatamente riuscendo a bloccare entrambi prima che potessero dileguarsi tra le vie del centro.
Recuperati coltello e cellulare
Sul posto sono poi arrivati gli agenti della Squadra Volanti della Questura.
Durante la perquisizione, la Polizia ha trovato il coltello che sarebbe stato utilizzato per minacciare la vittima e lo smartphone appena sottratto.
Il telefono è stato successivamente restituito al legittimo proprietario.
Trasferiti in carcere
Il 20enne e il 21enne sono stati arrestati per rapina aggravata.
Informato il pubblico ministero di turno, entrambi sono stati condotti in carcere in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice.
Le accuse dovranno essere verificate nel corso del procedimento. Per entrambi gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.






