04 Agosto 2026

Giarre, Tari bloccata: l’aula approva ma è già melina elettorale

Giarre, Tari bloccata: l’aula approva ma è già melina elettorale

GIARRE. Tari bloccata e tariffe invariate. Ma il voto unanime svela un’opposizione passiva e già in campagna elettorale. Resta una notizia di primaria importanza per tutta la cittadinanza giarrese, sia sul fronte economico che su quello del bilancio familiare e aziendale. Il Consiglio Comunale di Giarre, nell’ultima seduta, ha approvato all’unanimità dei presenti il Piano economico finanziario (Pef) Tari 2026-2029 e il correlato Piano tariffario per l’anno in corso. La delibera, passata con i voti del presidente della seduta Raffaele Musumeci e dei consiglieri Vincenzo Silvestro, Angelo Spina, Salvatore Cavallaro, Salvatore Cantarella, Antonio Camarda, Leonardo Patanè e Alfio Bonaventura, blinda di fatto la tassa sui rifiuti, confermando integralmente le tariffe dello scorso anno.
Un risultato che recepisce il Pef validato per il nuovo periodo regolatorio Arera e che garantirà zero aumenti per cittadini e imprese del territorio. Un traguardo non scontato, se si considerano le persistenti criticità del sistema di smaltimento regionale e l’aumento generale dei costi che sta colpendo l’intero settore ambientale.
Il sindaco Leonardo Cantarella e l’assessore all’ecologia Giuseppe Cavallaro hanno espresso viva soddisfazione per l’esito della votazione, rilasciando una dichiarazione congiunta che traccia la linea della prudenza fiscale e dello sviluppo infrastrutturale:
Vogliamo sottolineare la rilevanza di questo risultato, frutto di un’attenta programmazione e di una chiara volontà politica volta a non gravare ulteriormente sulle tasche dei contribuenti in un momento economico complesso. Parallelamente al mantenimento delle tariffe l’attenzione dell’Ente resta alta sul fronte del decoro urbano, della gestione efficiente dei rifiuti e del potenziamento della raccolta differenziata, anche grazie alla nuova apertura del Ccr presso l’area artigianale. L’obiettivo primario rimane quello di contenere la spesa attraverso la riduzione della frazione indifferenziata, migliorando al contempo la qualità dei servizi ambientali offerti alla cittadinanza e, il prossimo anno, pensare ad abbassare i costi“.
Se da un lato la città respira grazie al congelamento dei tributi, dall’altro l’esito dell’aula consiliare apre una riflessione profonda e decisamente critica sullo stato di salute della politica giarrese. L’unanimità dei consensi, infatti, fotografa una strana e quasi paradossale convergenza che merita di essere analizzata al di là dei comunicati trionfali.
Ciò che salta all’occhio è il ruolo passivo recitato da un’opposizione peraltro assente in aula. Tra le fila della minoranza siedono infatti diverse figure di lungo corso, tra cui spiccano ex assessori che ben conoscono le dinamiche complesse della macchina comunale e, nello specifico, i nodi storici legati alla gestione dei rifiuti e dei costi di conferimento. Eppure, davanti a un atto cruciale come il Pef quadriennale, l’aula ha registrato un voto favorevole di blocco, senza che si sollevasse un dibattito serrato o una proposta alternativa di lungo periodo.
Questa assenza non deve però ingannare. Secondo i beninformati, l’atteggiamento dei consiglieri di minoranza risponde a una strategia ben precisa e fortemente strumentale. Con l’approssimarsi della nuova tornata elettorale per il rinnovo delle cariche di sindaco e del Consiglio comunale, la sensazione diffusa è che l’opposizione preferisca evitare scontri diretti su temi impopolari (come un voto contrario a tariffe bloccate, facilmente etichettabile come “voto contro i cittadini”), per poi utilizzare il proprio ruolo in modo puramente propagandistico fuori dal Palazzo.
Il rischio concreto è che la gestione di un servizio essenziale come la raccolta dei rifiuti e il decoro urbano vengano sacrificati sull’altare della visibilità personale. Utilizzare lo scranno consiliare come trampolino di lancio per la imminente campagna elettorale, dimenticando il dovere di una critica costruttiva e di un’alternativa programmatica in aula, rischia di svuotare di senso il ruolo stesso della minoranza, ridotta a spettatrice votante in attesa dei gazebo e dei manifesti elettorali.
Mario Pafumi

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Mario Pafumi

Mario Pafumi

mario.pafumi@tiscali.it Mario Pafumi (OdG Sicilia N° 165054) Classe 1956. Giornalista pubblicista dal 1993. Sono stato responsabile di diversi uffici stampa e direttore responsabile di alcune testate cartacee e online. Dal 1990 corrispondente del Giornale di Sicilia, e dall'apertura, di GdS online. Redattore di Freepressonline dal 2024.