01 Agosto 2026

Etna, effusione lavica ancora attiva ma poco alimentata

Etna, effusione lavica ancora attiva ma poco alimentata

L’Ingv aggiorna sull’attività dell’Etna: effusione lavica ancora attiva ma debole, fronti più avanzati in raffreddamento e tremore su valori medi

L’effusione lavica sull’Etna è ancora attiva, ma risulta poco alimentata. È quanto comunica l’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, nel nuovo aggiornamento sull’attività del vulcano.

Dall’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza emerge che la parte più lontana del campo lavico e i fronti più avanzati, attestati poco a monte di Rocca Capra, non risultano più attivi e sono in fase di raffreddamento.



Degassamento dai crateri sommitali

I crateri sommitali dell’Etna continuano a essere interessati da attività di degassamento.

Per quanto riguarda il tremore vulcanico, dall’ultimo aggiornamento l’ampiezza media si è mantenuta su valori medi, mostrando ampie oscillazioni e alcuni picchi su livelli bassi.

Le sorgenti del tremore sono state localizzate prevalentemente nell’area del cratere Voragine e in un settore a nord e nord-est dello stesso cratere.

La profondità media è stata stimata tra 2.500 e 2.900 metri sopra il livello del mare.

Attività infrasonica in diminuzione

Dopo un moderato incremento registrato nel pomeriggio precedente, l’attività infrasonica risulta bassa dalle prime ore della giornata.

Sul fronte delle deformazioni del suolo, le stazioni di riferimento non hanno rilevato variazioni significative nelle ultime ore.

L’Osservatorio Etneo continuerà a seguire l’evoluzione dell’attività vulcanica attraverso le reti di monitoraggio.

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redazione

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