27 Luglio 2026

Catania ricorda Giuseppe Montana e Giovanni Lizzio

Catania ricorda Giuseppe Montana e Giovanni Lizzio

Cerimonia al cimitero monumentale di Catania e messa in memoria di Giuseppe Montana e Giovanni Lizzio, uccisi dalla mafia nel 1985 e nel 1992

Catania ha ricordato Giuseppe “Beppe” Montana e Giovanni Lizzio, i due poliziotti uccisi dalla mafia mentre erano impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata.

Questa mattina, al cimitero monumentale, sono state deposte sulle loro tombe due corone d’alloro del Capo della Polizia. Alla cerimonia ha preso parte il vicario del Questore, insieme ai familiari e ai colleghi della Questura e delle Specialità della Polizia di Stato.

In memoria dei due caduti è stata celebrata anche una messa nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano, officiata dal cappellano della Polizia di Stato, padre Salvatore Interlando.

Il sacrificio di Beppe Montana

Sono trascorsi 41 anni dall’uccisione di Giuseppe Montana, considerato uno dei simboli della lotta dello Stato contro Cosa nostra.

Assegnato alla Squadra mobile di Palermo, Montana era a capo della sezione Catturandi e collaborava con il pool antimafia. Nel corso della propria attività investigativa contribuì all’arresto di numerosi latitanti e alla scoperta di ingenti quantitativi di droga e depositi di armi.



Il 28 luglio 1985, a soli 34 anni, venne assassinato da un commando mafioso mentre si trovava con la fidanzata a Porticello, frazione di Santa Flavia, nel Palermitano.

La sua morte avvenne in uno dei periodi più sanguinosi della storia di Palermo, segnato da una lunga serie di omicidi compiuti da Cosa nostra contro magistrati, investigatori e rappresentanti delle istituzioni.

Giovanni Lizzio e la lotta al racket

Sono invece trascorsi 34 anni dall’agguato nel quale perse la vita Giovanni Lizzio, ispettore capo e responsabile della sezione Antiestorsioni della Squadra mobile di Catania.

Sposato e padre di due figlie, Lizzio aveva dedicato gran parte della propria attività alle indagini sulle organizzazioni mafiose tradizionali e sui gruppi criminali emergenti.

La sera del 27 luglio 1992 si trovava a bordo della propria automobile, ferma al semaforo di via Leucatia, quando due giovani in motocicletta lo affiancarono ed esplosero diversi colpi di pistola.

Soccorso e trasportato all’ospedale Cannizzaro, morì poco dopo a causa delle gravi ferite riportate.

Da circa un anno era stato assegnato alla sezione Antiracket. Le sue indagini avevano portato all’arresto di diversi estorsori legati ai clan mafiosi.

«Un esempio di giustizia e legalità»

Al termine della commemorazione, il vicario del Questore ha ricordato con gratitudine il valore e il sacrificio di Montana e Lizzio, che persero la vita nell’adempimento del proprio dovere.

Un pensiero è stato rivolto anche ai familiari delle vittime di mafia, capaci di trasformare il dolore in testimonianza e impegno sociale.

Le storie dei due poliziotti continuano così a rappresentare un esempio per le nuove generazioni e per le donne e gli uomini delle forze dell’ordine impegnati quotidianamente nella difesa della legalità.

redazione

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