24 Luglio 2026
Catania, accoltella un uomo in centro

La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di obbligo di dimora nei confronti di un giovane di Paternò indagato per il tentato omicidio di un cittadino straniero nel centro storico di Catania
Obbligo di dimora per un giovane di Paternò, classe 2002, indagato per il tentato omicidio di un cittadino straniero avvenuto nel centro storico di Catania.
Il provvedimento cautelare è stato eseguito dalla Polizia di Stato il 22 luglio, su disposizione della Procura distrettuale della Repubblica di Catania. L’ordinanza era stata emessa due giorni prima dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale etneo.
La Procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, ma il Gip ha disposto l’obbligo di dimora.
Secondo l’impostazione accusatoria, il giovane sarebbe gravemente indiziato di tentato omicidio aggravato, porto e detenzione di strumenti atti a offendere e utilizzo di un coltello a scatto.
Tra le aggravanti contestate figurano i futili motivi e la finalità di discriminazione razziale. Secondo gli investigatori, durante l’aggressione sarebbero state rivolte alla vittima anche espressioni offensive di carattere razzista.
L’aggressione nel centro storico
I fatti risalgono alla sera del 3 maggio.
La vittima venne trovata riversa a terra in una pozza di sangue e in stato confusionale. L’uomo non era riuscito a fornire indicazioni precise né sull’identità dell’aggressore né sulla dinamica dell’accaduto.
Trasportato in ospedale, gli vennero riscontrate una ferita da taglio alla regione temporale sinistra e ferite da punta al dorso e all’emitorace sinistro. Fu successivamente dimesso con una prognosi di 30 giorni.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’aggressione sarebbe stata preceduta da alcuni gesti ritenuti irriverenti compiuti dalla vittima, che si sarebbe trovata in evidente stato di ebbrezza alcolica.
Dopo un breve scambio di battute, l’indagato avrebbe estratto un coltello e colpito ripetutamente l’uomo, sferrando diversi fendenti diretti all’addome, al dorso e alla testa.
Le indagini
Le indagini sono state svolte dalla III Sezione investigativa della Squadra Mobile, specializzata nei reati contro la persona, sessuali e ai danni dei minori.
Gli investigatori hanno analizzato le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e raccolto le dichiarazioni dei testimoni.
Tra gli elementi acquisiti figurerebbero anche dichiarazioni autoaccusatorie rese dallo stesso indagato.
Gli accertamenti avrebbero così consentito di ricostruire la sequenza dell’aggressione e di individuare il presunto responsabile.
Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e la ricostruzione accusatoria dovrà essere verificata nel contraddittorio tra le parti. Per l’indagato vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.






