23 Luglio 2026

Catania, nasce il Centro per la Giustizia Riparativa

Catania, nasce il Centro per la Giustizia Riparativa

Presentato a Palazzo degli Elefanti il Centro per la Giustizia Riparativa di Catania, che sarà operativo da settembre nella struttura comunale di Monte Po

Un luogo pubblico nel quale vittime, autori di reato e comunità potranno intraprendere percorsi di mediazione, responsabilizzazione e ricomposizione dei conflitti. È stato presentato a Palazzo degli Elefanti il nuovo Centro per la Giustizia Riparativa del distretto della Corte d’Appello di Catania.

Il servizio avrà sede nella struttura comunale di via Leonardo Vigo, nel quartiere Monte Po, e sarà operativo dai primi giorni di settembre.

L’istituzione del Centro rappresenta una delle prime applicazioni concrete in Italia della Riforma Cartabia, introdotta con il decreto legislativo 150 del 2022, che ha inserito la giustizia riparativa nell’ordinamento penale.

Alla presentazione, nella Sala Giunta del Comune, hanno partecipato il sindaco Enrico Trantino, il vicesindaco Massimo Pesce, gli assessori Serena Spoto e Giuseppe Marletta e i rappresentanti degli uffici giudiziari e dell’avvocatura.

Sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Corte d’Appello Antonino Porracciolo, il presidente del Tribunale Mariano Sciacca, la dirigente dell’Ufficio di esecuzione penale esterna Maria Pia Fontana, la dirigente dell’Ufficio di servizio sociale per i minorenni Roberta Montalto, il presidente dell’Ordine degli Avvocati Antonino Distefano e il presidente della Camera Penale Tommaso Tamburino.



Un servizio per tutto il distretto

Il Centro nasce da un protocollo d’intesa sottoscritto nell’ottobre 2025 dal sindaco Trantino con il Ministero della Giustizia. La struttura è stata formalmente istituita con una delibera della Giunta comunale del 5 marzo 2026 e allestita attraverso la collaborazione tra Comune e Ministero.

Il servizio sarà accessibile e dotato di mediatori esperti e qualificati, affiancati da un gruppo di assistenti sociali.

Il Centro si rivolgerà all’intero territorio del distretto della Corte d’Appello e consentirà l’accesso ai programmi di giustizia riparativa sia alle vittime dei reati sia alle persone indicate come autori dell’offesa.

Potranno essere coinvolti anche familiari, persone di supporto, rappresentanti di enti, associazioni e altri soggetti appartenenti alla comunità.

La struttura opererà come presidio pubblico territoriale per la promozione, la gestione e lo sviluppo dei programmi riparativi, in raccordo con l’Autorità giudiziaria, i servizi sociali territoriali e le istituzioni locali.

Trantino: «Una delle iniziative più importanti»

«Considero questa una delle iniziative più importanti della nostra amministrazione», ha dichiarato il sindaco Enrico Trantino.

Secondo il primo cittadino, il Centro rappresenta «una concreta attività di rigenerazione sociale, dal forte valore simbolico», orientata alla ricomposizione dei conflitti prodotti dal reato.

Trantino ha richiamato l’episodio dell’Iliade nel quale Priamo chiese ad Achille la restituzione del corpo del figlio Ettore, indicandolo come un antico esempio della necessità di superare il conflitto attraverso il riconoscimento dell’altro.

«Quando si incontrano la vittima e l’autore del reato, anche in forma mediata, non si tratta semplicemente di portare delle scuse o comprendere il punto di vista di chi ha commesso un fatto grave», ha spiegato il sindaco.

«Si cerca piuttosto di permettere alla vittima di andare oltre il trauma, di ricominciare una nuova vita e di favorire la funzione socializzante della pena».

Trantino ha inoltre sottolineato l’importanza di valorizzare «ciò che unisce e non quanto divide».

Il sindaco ha ringraziato tutte le persone coinvolte nella realizzazione del progetto, citando in particolare gli assessori Giuseppe Marletta e Serena Spoto, entrambi avvocati penalisti, e la direttrice dei Servizi sociali Lucia Leonardi.

Ricostruire i legami sociali

Il presidente della Corte d’Appello, Antonino Porracciolo, ha evidenziato come la giustizia riparativa possa contribuire a ricostruire i legami sociali compromessi dal reato.

Si tratta di un percorso complementare rispetto al processo penale, che può favorire la crescita morale delle persone coinvolte e produrre benefici per l’intera collettività.

Anche i rappresentanti degli uffici giudiziari e dell’avvocatura hanno espresso apprezzamento per l’avvio del servizio, considerato un passaggio di civiltà giuridica e uno strumento dal potenziale impatto sociale.

Come funziona la giustizia riparativa

La giustizia riparativa non sostituisce il procedimento penale, ma lo affianca. È orientata alla riparazione delle conseguenze provocate dal reato, alla tutela dei bisogni della persona offesa e alla responsabilizzazione dell’autore.

Tra gli obiettivi figurano anche la ricostruzione dei rapporti sociali e la riduzione del rischio di recidiva.

Il modello si fonda su alcuni principi essenziali: la partecipazione volontaria, il consenso libero e informato, la riservatezza, la terzietà dei mediatori e la loro adeguata formazione.

Gli incontri si svolgono in un contesto protetto e sicuro. I programmi possono essere avviati durante le diverse fasi del procedimento penale, seguendo un percorso strutturato e gestito da professionisti qualificati.

 

redazione

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