23 Luglio 2026

Privatizzazione Sac, nasce il Patto per la Sicilia Orientale

Privatizzazione Sac, nasce il Patto per la Sicilia Orientale
Privatizzazione Sac, nasce il “Patto per la Sicilia Orientale”: sette firmatari uniti per difendere lavoro, territorio e interesse pubblico
 

Sala gremita a Catania per la sottoscrizione del Protocollo d’Intesa. Il documento sarà inviato a 15 istituzioni con richiesta di risposta entro 30 giorni: “Le regole si scrivono prima della vendita, non dopo”

Una sala gremita, sette firmatari uniti e un messaggio chiaro rivolto alle istituzioni: la privatizzazione della SAC non può avvenire senza garanzie, trasparenza e tutele per lavoratori, territorio e cittadini. È nato ufficialmente questa mattina, al Seminario Arcivescovile dei Chierici di Catania, il “Patto per la Sicilia Orientale”, il Protocollo d’Intesa che individua le condizioni ritenute imprescindibili per il futuro della società di gestione dell’aeroporto di Catania. Il documento sarà trasmesso nei prossimi giorni, tramite PEC protocollata, a quindici destinatari istituzionali, ai quali viene chiesto un riscontro scritto entro trenta giorni.

L’iniziativa, promossa dall’analista economico-finanziario Franz Cannizzo, ha riunito rappresentanti del mondo sindacale, istituzionale, civico e associativo, dando vita a un fronte comune che punta a incidere sul percorso di privatizzazione dello scalo etneo attraverso proposte concrete e verificabili.



 

Tra i sottoscrittori figurano, oltre a Cannizzo, il segretario provinciale della CISAL Catania Giovanni Lo Schiavo, il segretario provinciale LEGEA Sandro Barbagallo, il presidente del Comitato per la difesa e lo sviluppo dell’aeroporto di Comiso Antonio Prelati, il sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio e il segretario politico del Movimento Siciliano d’Azione Mirko Stefio.

“Non siamo contro la privatizzazione, ma contro una privatizzazione senza regole”

Ad aprire i lavori è stato Franz Cannizzo, che ha chiarito il senso dell’iniziativa.

Non siamo contro la privatizzazione. Siamo per una privatizzazione fatta bene, con regole chiare, prezzi verificati e tutele reali. Fontanarossa vale tra 500 e 600 milioni di euro. I cittadini siciliani hanno il diritto di sapere a quanto viene venduto, da chi è stato valutato e con quali garanzie. Oggi queste risposte non esistono. Il Patto nasce perché le regole si scrivano prima della vendita, non dopo“.

Lo Schiavo: “I lavoratori non sono una variabile di bilancio”

Forte anche la posizione espressa dalla CISAL Catania, che ha posto al centro della discussione la tutela occupazionale.

I lavoratori di SAC e SAC Service non sono variabili di aggiustamento di un bilancio privato. Sono persone con famiglie e diritti che devono essere garantiti fino alla scadenza della concessione. Per noi la fusione preventiva tra SAC e SAC Service prima del closing è una condizione irrinunciabile“, ha affermato Giovanni Lo Schiavo.

Sulla stessa linea anche Sandro Barbagallo, che ha evidenziato come il futuro di centinaia di famiglie non possa rimanere sospeso nell’incertezza.

Comiso al centro della strategia

Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo dell’aeroporto di Comiso.

Antonio Prelati ha ricordato come la recente chiusura di Fontanarossa per l’attività dell’Etna abbia dimostrato concretamente il valore strategico dello scalo ragusano, chiedendo che nel contratto di privatizzazione siano previste garanzie vincolanti contro qualsiasi ipotesi di depotenziamento o chiusura.

Tredici articoli per nove punti strategici

Il Protocollo si articola in 13 articoli e affronta i principali nodi della privatizzazione: sospensione della procedura per verifiche di legittimità, valutazione economica indipendente dell’asset, controlli procedurali, applicazione preventiva del Golden Power, tutela dell’aeroporto di Comiso, salvaguardia occupazionale fino al 2049, azionariato diffuso destinato al territorio, destinazione pubblica dei proventi della vendita e istituzione di un osservatorio permanente di monitoraggio.

Trenta giorni per le risposte

Il “Patto per la Sicilia Orientale” sarà ora trasmesso a SAC, Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, Regione Siciliana, Ministeri competenti, ENAC, ANAC, Corte dei Conti, Commissione europea e agli altri enti coinvolti.

Trenta giorni per rispondere. Le risposte saranno rese pubbliche, così come gli eventuali silenzi. Se necessario, tutti gli strumenti di tutela verranno attivati congiuntamente dai firmatari“, ha concluso Cannizzo.

Il documento rimarrà aperto a nuove adesioni da parte di organizzazioni sindacali, enti locali, associazioni di categoria, ordini professionali, associazioni dei consumatori e comitati civici, con l’obiettivo di costruire un fronte sempre più ampio a difesa del futuro del sistema aeroportuale della Sicilia orientale.

redazione

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