22 Luglio 2026
Cane lanciato dal quarto piano, la denuncia degli animalisti

Il Partito Animalista Italiano ha presentato una denuncia alla Procura dopo il grave episodio avvenuto a San Giovanni La Punta, dove un cane è stato lanciato dal quarto piano
Il Partito Animalista Italiano ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica in relazione al grave episodio avvenuto a San Giovanni La Punta, dove un cane è stato lanciato dal quarto piano di una palazzina di via Balatelle.
L’animale, precipitato nel vuoto, ha riportato gravi fratture e numerosi traumi. Nonostante la violenza dell’impatto, è sopravvissuto ed è stato soccorso.
Secondo quanto riferito dal Partito Animalista, la presunta responsabile sarebbe una donna che in passato sarebbe già stata coinvolta in un episodio analogo, nel quale un altro cane sarebbe stato lanciato dal quarto piano.
Dopo i fatti, la donna è stata accompagnata in ospedale e sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e la Polizia Locale.
«Siamo davanti a una tragedia che, qualora le circostanze fossero confermate, non può essere considerata un fatto imprevedibile», afferma Patrick Battipaglia, coordinatore regionale del Partito Animalista Italiano.
«È inaccettabile che un altro animale sia stato vittima di una violenza così brutale», prosegue Battipaglia. «Ci chiediamo come sia stato possibile consentire che una persona già coinvolta in un precedente episodio analogo potesse detenere un altro cane».
Il rappresentante del Partito Animalista chiede quindi chiarimenti sulle eventuali misure adottate dopo il primo episodio.
«Dopo il primo fatto, quali controlli sono stati effettuati? Quali provvedimenti sono stati assunti per impedire che questa violenza potesse ripetersi?», domanda Battipaglia.
Secondo il coordinatore regionale, la vicenda non riguarderebbe soltanto la protezione degli animali, ma anche la necessità di garantire adeguata assistenza alle persone in condizioni di fragilità.
«Se la donna, come sembrerebbe emergere, soffre di importanti problematiche psichiche, non può essere lasciata sola né abbandonata al proprio destino», sottolinea.
«La presa in carico da parte dei servizi competenti rappresenta un dovere delle istituzioni, sia per garantire cure e assistenza alla persona, sia per prevenire il rischio di nuovi episodi di violenza».
Il Partito Animalista chiede alla Procura di accertare non soltanto le eventuali responsabilità penali legate al gesto, ma anche possibili omissioni o carenze nei percorsi di vigilanza, assistenza e tutela.
«Chiediamo che venga verificato se vi siano state omissioni o carenze che avrebbero potuto evitare quanto accaduto», afferma Battipaglia.
«Non ci sono giustificazioni davanti a una simile violenza. Gli animali non possono continuare a essere vittime di un sistema che interviene soltanto quando è ormai troppo tardi».
Secondo il coordinatore regionale, qualora una persona manifesti una pericolosità tale da reiterare comportamenti di questa gravità, le istituzioni avrebbero il dovere di intervenire tempestivamente a tutela degli animali e della collettività.
Il Partito Animalista ricorda inoltre che dal primo luglio sono entrate in vigore nuove disposizioni che hanno inasprito le pene per i reati commessi contro gli animali, prevedendo anche il carcere nei casi più gravi di maltrattamento e uccisione.
«La violenza contro gli animali non è mai un fatto marginale», evidenzia Battipaglia. «Rappresenta spesso un segnale di pericolosità sociale che non può e non deve essere sottovalutato».
Il coordinatore richiama anche il contenuto del suo libro “La violenza non fa differenze”.
«La crudeltà non distingue tra zampe e mani, tra pelo e pelle», afferma. «Ignorare questi segnali significa esporsi al rischio che la violenza possa estendersi ad altre vittime».
La richiesta del Partito Animalista, precisa Battipaglia, non è rivolta esclusivamente alla punizione dei responsabili.
«Chiediamo che venga chiarito se tutte le istituzioni coinvolte abbiano fatto quanto era nelle loro possibilità per seguire una persona in evidente stato di fragilità», conclude.
«Tutelare gli animali significa anche prevenire le situazioni di rischio e offrire assistenza a chi ne ha bisogno. Nessuno deve essere lasciato solo: né gli animali né le persone affette da gravi disturbi che necessitano di un sostegno adeguato».
Il Partito Animalista Italiano ha annunciato che seguirà gli sviluppi dell’indagine, chiedendo che venga fatta piena luce sull’accaduto e che siano accertate tutte le eventuali responsabilità.






