21 Luglio 2026
Monte Po, chiuso per sette giorni un chiosco bar

La Polizia di Stato ha sospeso per sette giorni l’attività di un chiosco bar di Monte Po, ritenuto abituale luogo di ritrovo di persone con precedenti
La Polizia di Stato ha disposto la sospensione temporanea dell’attività di un chiosco bar situato nel quartiere Monte Po, a Catania.
Il provvedimento, della durata di sette giorni, è stato emesso dal questore di Catania sulla base dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
La decisione è stata adottata dopo la segnalazione del Commissariato di Nesima e al termine di una serie di controlli effettuati nel tempo dagli agenti dello stesso Commissariato e dalle Volanti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico.
Secondo quanto accertato dalla Polizia, il chiosco sarebbe diventato un abituale punto di incontro di persone con precedenti per diversi reati.
Tra le contestazioni riportate figurano furto, rapina, ricettazione, spaccio e traffico di sostanze stupefacenti, associazione mafiosa, violenza sessuale, estorsione, truffa e detenzione o porto illegale di armi.
Nel corso degli accertamenti, all’interno del locale sarebbero state identificate anche persone già sottoposte ad avviso orale o alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza.
La presenza di clienti con precedenti, secondo quanto riferito dalla Questura, non sarebbe stata occasionale, ma riscontrata durante numerosi controlli eseguiti in un significativo arco temporale.
Una situazione ritenuta potenzialmente pericolosa per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Al termine dell’istruttoria condotta dalla Divisione Polizia amministrativa e sociale della Questura di Catania, è stata quindi disposta la sospensione delle autorizzazioni e la chiusura del chiosco per sette giorni.
Il provvedimento previsto dall’articolo 100 del Tulps consente al questore di sospendere temporaneamente l’attività di un esercizio pubblico che sia diventato abituale luogo di ritrovo di persone con precedenti o ritenute pericolose.
La misura è stata notificata al gestore ed eseguita dai poliziotti del Commissariato di Nesima.
Secondo la Questura, la disposizione tutela anche le attività economiche che rispettano le regole e svolge una funzione dissuasiva nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi, privandoli di un luogo abituale di aggregazione.





