13 Luglio 2026
Racket a Palermo, 400 euro l’attentato a Sicily by Car

Nell’inchiesta sul racket delle estorsioni a Palermo emergono i retroscena dell’attentato alla Sicily by Car di Carini: agli esecutori sarebbero stati promessi 400 euro ciascuno
Tra gli episodi ricostruiti dagli investigatori figura il tentativo di estorsione ai danni dell’imprenditore Tommaso Dragotto. Secondo l’accusa, l’attentato sarebbe stato organizzato da Salvatore Verga, che avrebbe impartito disposizioni dal carcere agli esecutori materiali Rosario Piazza e Baldassare Rizzuto.
Dalle conversazioni acquisite dagli investigatori emergerebbe la volontà di provocare un incendio particolarmente grave. Verga avrebbe chiesto a uno degli indagati di coinvolgere altri complici, sottolineando che l’obiettivo principale fosse far bruciare tutto.
L’analisi del telefono di Piazza avrebbe permesso di ricostruire le diverse fasi dell’azione: il reclutamento del complice, il furto dell’automobile utilizzata per raggiungere il luogo dell’attentato e il pagamento degli esecutori.
Per l’incendio della sede di vendita di auto usate della Sicily by Car sarebbero stati corrisposti 400 euro ciascuno a Piazza e Rizzuto.
La stessa somma sarebbe stata pagata a un altro indagato per l’incendio di un distributore Eni di Capaci, mentre all’accompagnatore sarebbero andati 100 euro. Per il furto delle auto impiegate negli attentati, invece, il compenso previsto sarebbe stato di 200 euro.
Le chat mostrerebbero anche discussioni tra mandanti ed esecutori sull’entità dei pagamenti, talvolta considerati insufficienti rispetto al rischio corso. Intercettazioni e messaggi costituiscono una parte centrale dell’indagine e avrebbero consentito agli investigatori di ricostruire ruoli, compensi e modalità operative degli attentati.






