10 Luglio 2026

Pescheria, l’appello di un lettore: “Torni la tradizione”

Pescheria, l’appello di un lettore: “Torni la tradizione”

Un nostro lettore interviene sul futuro della Pescheria di Catania, chiedendo più botteghe, artigianato e attività tradizionali al posto della movida selvaggia.

Marco Condorelli esprime preoccupazione per la trasformazione di alcune aree storiche della città, che negli ultimi anni sarebbero state occupate sempre più da ristoranti, pub e locali della movida, a discapito delle attività tradizionali.

Secondo il cittadino, la Pescheria dovrebbe tornare a essere un luogo legato alla storia, alla cultura e all’identità catanese, con il ritorno di botteghe, macellerie, salumerie, fruttivendoli, panifici, negozi di spezie e minimarket.



Lo stesso auspicio riguarda via Garibaldi, nei pressi del Duomo, dove il lettore immagina un futuro fatto di artigianato, falegnamerie, negozi di pupi siciliani e attività capaci di raccontare la tradizione locale.

Nel messaggio viene denunciato anche il disagio causato da una movida ritenuta eccessiva: bottiglie e birre lasciate per terra, confusione, disordine e comportamenti incivili. Una situazione che, secondo il lettore, rischia di rendere meno vivibile il centro storico per i residenti.

“Vorrei un ritorno alla normalità”, scrive il cittadino, sottolineando che le città devono essere accoglienti prima di tutto per chi le vive ogni giorno e paga tasse e servizi.

Il suo appello è rivolto alle istituzioni locali: quando un ristorante o un pub chiude, si dovrebbe favorire l’insediamento di attività artigianali e commerciali tradizionali, in grado di restituire identità e decoro ai luoghi storici della città.

Per il lettore, la tradizione non deve essere sacrificata alla movida selvaggia. La Pescheria e il centro storico, conclude, dovrebbero tornare a essere spazi vivi, ordinati e autentici, capaci di unire accoglienza, commercio di prossimità e memoria cittadina.

redazione

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