09 Luglio 2026

Consorzi di bonifica, la FLAI CGIL chiede la riforma

Consorzi di bonifica, la FLAI CGIL chiede la riforma

A Misterbianco il convegno della FLAI CGIL sulla riforma dei Consorzi di bonifica in Sicilia: appello alla Regione per salvare agricoltura, lavoro e risorse idriche


La riforma dei Consorzi di bonifica in Sicilia non può più attendere. È il messaggio lanciato dalla FLAI CGIL nel corso del convegno “Consorzi di bonifica in Sicilia: la riforma necessaria. Efficienza, Sostenibilità, Governance”, promosso da FLAI CGIL Catania e FLAI CGIL Sicilia all’Hotel Gelso Bianco di Misterbianco.

Al centro del confronto il disegno di legge di riforma, tornato all’esame dell’Assemblea regionale siciliana dopo la bocciatura dello scorso anno. L’obiettivo è costruire un nuovo modello di governance capace di rendere più efficiente il sistema idrico, garantire servizi agli agricoltori e tutelare il lavoro.



Secondo il sindacato, l’attuale assetto, basato su undici consorzi commissariati, mostra ormai tutti i suoi limiti. La proposta prevede la nascita di quattro nuovi consorzi organizzati secondo i bacini idrografici e non più sulla base dei confini amministrativi.

Il segretario generale della FLAI CGIL Catania, Giuseppe Glorioso, ha sottolineato la necessità di una governance realmente partecipata dagli agricoltori, senza marginalizzare i piccoli produttori e le aree interne. “La riorganizzazione non deve però diventare desertificazione”, ha avvertito, chiedendo che gli accorpamenti non comportino la chiusura dei presidi locali e delle sedi operative.

Per la CGIL, accanto agli investimenti infrastrutturali, serve anche un piano di riqualificazione del personale. La stabilizzazione dei lavoratori, infatti, non basta senza nuove competenze tecniche e intermedie.

Il segretario generale della CGIL Catania, Carmelo De Caudo, ha parlato di una situazione “drammatica”, aggravata dai cambiamenti climatici e da criticità mai affrontate fino in fondo. “Il sindacato chiede ascolto vero ma soprattutto soluzioni”, ha affermato.

Nella sua relazione, il segretario regionale della FLAI CGIL Sicilia, Tonino Russo, ha collegato la riforma alla crisi idrica che colpisce l’agricoltura siciliana, in particolare nella Piana di Catania, dove molte aziende hanno subito gravi disagi per la mancanza d’acqua.

Russo ha ricordato che i consorzi sono commissariati da oltre trent’anni e convivono con una pesante situazione debitoria. Sul fronte occupazionale, ha chiesto il completamento della stabilizzazione per circa 500 addetti e nuove piante organiche con operai specializzati, ingegneri, agronomi e personale tecnico.

Il sindacato ha posto l’attenzione anche sulle infrastrutture: reti obsolete, dispersione d’acqua, invasi non collaudati o interrati e risorse idriche che finiscono in mare perché non trattenute. Per la FLAI CGIL servono reti moderne, digitalizzate e investimenti adeguati.

Al confronto ha preso parte anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino, che ha definito la riforma “indispensabile”, auspicando una rapida approvazione del disegno di legge all’Ars.

Nelle conclusioni, la segretaria nazionale della FLAI CGIL, Silvia Spera, ha richiamato la politica alla responsabilità: la Sicilia, ha sottolineato, non può restare ferma mentre il resto del Paese investe sulla gestione della risorsa idrica.

redazione

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