08 Luglio 2026

Moda Operandi: a Catania scuola di sartoria per donne maltrattate

Moda Operandi: a Catania scuola di sartoria per donne maltrattate

A Catania prende avvio “Moda Operandi”, progetto sociale in un bene confiscato alla mafia per favorire autonomia economica ed emancipazione di donne vulnerabili, migranti e vittime di violenza

Un bene confiscato alla mafia diventa spazio di riscatto, formazione e autonomia per donne in situazione di fragilità. Giovedì 9 luglio, alle ore 17, in via Pietra dell’Ova 137, prenderà il via il progetto “Moda Operandi”, hub sociale dedicato all’emancipazione e all’autonomia economica di donne in condizione di marginalità.

L’iniziativa sarà presentata alla presenza del sindaco di Catania Enrico Trantino, dell’assessore ai Beni confiscati Viviana Lombardo e dell’assessore ai Servizi sociali Serena Spoto.



Il progetto è rivolto con particolare attenzione a donne migranti, vittime o potenziali vittime di violenza, tratta e sfruttamento. L’obiettivo è offrire strumenti concreti per costruire percorsi di indipendenza personale ed economica.

“Moda Operandi” nasce dall’avviso di co-progettazione dell’Amministrazione comunale “Progetto SCIA – Sostegno alla creazione d’impresa e all’autoimpiego”, promosso dalla Direzione Famiglia e Politiche Sociali del Comune di Catania e finanziato con fondi comunitari Pon Metro Plus 2021/2027.

La palazzina confiscata dallo Stato a famiglie mafiose è stata completamente rifinita e arredata per accogliere soggetti vulnerabili, secondo un piano d’intervento predisposto dai Servizi sociali comunali.

Il progetto si inserisce in un contesto cittadino segnato da povertà economica e culturale e da un aumento dei fenomeni di violenza domestica e di genere.

Il cuore dell’iniziativa sarà un corso di taglio e cucito di 120 ore, affiancato da laboratori creativi dedicati alla modellistica, al riuso dei tessuti, alla pittura su stoffa e al laboratorio tessile autobiografico.

Le attività sono pensate per valorizzare competenze, identità e resilienza delle partecipanti, accompagnandole in un percorso di crescita personale e professionale.

Il percorso sarà completato da un programma di sostegno alla creazione d’impresa, con il coinvolgimento di esperti del settore.

Il progetto si fonda su una rete sociale che mette in dialogo sartorie sociali attive sul territorio, lo Sportello “Crea Impresa” di CNA Catania per la consulenza giuridico-amministrativa e l’accompagnamento all’avvio di attività, e i soggetti del Terzo settore impegnati nel contrasto alla violenza di genere.

Particolare attenzione sarà dedicata anche alla conciliazione tra vita e lavoro, con l’attivazione di un’area giochi per minori a supporto delle donne impegnate nelle attività formative e con percorsi di auto-mutuo-aiuto.

“Con questo progetto, frutto della cooperazione virtuosa tra pubblico e Terzo settore – ha dichiarato l’assessore Serena Spoto – vogliamo trasformare un laboratorio sartoriale in uno spazio di libertà e di riscatto”.

“Restituire alle donne autonomia economica – ha aggiunto – significa restituire loro la possibilità di scegliere e di liberarsi da situazioni di violenza e dipendenza. È questa la direzione di una comunità che vuole prendersi cura di chi vive ai margini”.

Per Spoto, il valore dell’iniziativa è ancora più forte perché si svolge in un bene confiscato alla mafia, riqualificato dall’Amministrazione comunale attraverso una procedura avviata negli anni scorsi.

“Moda Operandi” si propone così come un progetto che unisce legalità, inclusione sociale, formazione e lavoro, trasformando un immobile sottratto alla criminalità in un luogo di opportunità per donne che cercano un nuovo inizio.

 

redazione

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