04 Novembre 2026
Atto intimidatorio nella sede di Open e Arci

Open e Arci Catania denunciano danneggiamenti alle rispettive sedi: bandiere divelte e aste spezzate. Le associazioni parlano di intimidazioni
Bandiere divelte e aste spezzate davanti alle sedi di Open Catania e Arci Catania, rispettivamente in via Torre del Vescovo e in via Antico Corso. A denunciare gli episodi sono le due associazioni, che riferiscono che i danneggiamenti sarebbero avvenuti lunedì 2 novembre. Le bandiere e le aste sarebbero state successivamente ritrovate sul marciapiede.
I precedenti segnalati
Secondo quanto riferito da Arci Catania, nei giorni precedenti alcuni volontari del servizio civile avrebbero inoltre trovato e rimosso simboli nazisti al Bastione degli Infetti, nelle vicinanze della sede dell’associazione. Open ricorda invece un altro episodio avvenuto lo scorso anno, quando sarebbe stata divelta una targa commemorativa dedicata a Raffaella Carrà nella piazza adiacente. Le due realtà leggono questi fatti come parte di una serie di atti ostili rivolti contro la loro presenza sul territorio.
Motta: «Andiamo avanti ancora più determinati»
«Siamo una realtà queer che lotta contro patriarcato, fascismo e mafia», dichiara Alessandro Motta, presidente di Open. «Atti di questo genere, che sperano di intimidirci, hanno invece l’effetto contrario. Proseguiamo la nostra attività ancora più determinati».


D’Arrigo: «La nostra presenza non si cancella»
Sulla stessa linea Nancy D’Arrigo, presidente di Arci Catania. «Togliere le nostre bandiere non cancella la nostra presenza né il nostro impegno nel quartiere Antico Corso e nella città di Catania», afferma. «Chi crede di intimidirci non ha capito che l’Arci è presidio di antifascismo, diritti e antimafia sociale. Andiamo avanti a testa alta, insieme alla comunità».
La lettura delle associazioni
Open e Arci sottolineano il proprio impegno sui temi dei diritti, dell’antimafia sociale e del contrasto alle discriminazioni. Le due associazioni ritengono che i danneggiamenti possano essere collegati proprio alla loro attività politica e sociale. Al momento, però, sulla base degli elementi forniti nel comunicato, non è possibile attribuire con certezza una matrice specifica agli episodi né individuare i responsabili.



