03 Novembre 2026

CMC, sindacati insoddisfatti: «Cantieri ancora fermi, a rischio 2 mila lavoratori»

CMC, sindacati insoddisfatti: «Cantieri ancora fermi, a rischio 2 mila lavoratori»

FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil confermano lo stato di agitazione dopo l’incontro con CMC: nessuna certezza sui tempi di ripresa dei cantieri

 

Incontro tra sindacati e CMC

Resta alta la tensione tra le federazioni edili FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil e la CMC Spa. I sindacati, insieme alle RSU, hanno incontrato oggi i rappresentanti dell’azienda per fare il punto sulla situazione dei cantieri e sulle prospettive occupazionali. Al termine del confronto, però, le organizzazioni sindacali parlano di «perplessità e insoddisfazione» e confermano lo stato di agitazione nazionale proclamato nei giorni scorsi. Secondo quanto riferito dalle federazioni, la situazione di improduttività dei cantieri starebbe coinvolgendo circa 2 mila lavoratori.

Nessun tempo certo per la ripresa dei cantieri

Al centro dell’incontro c’erano tre temi: il piano industriale dell’azienda, i tempi per la ripresa delle attività e la regolarità dei pagamenti di stipendi e Casse Edili. Sui primi due punti, riferiscono i sindacati, l’impresa avrebbe rinviato la discussione. È proprio questo l’aspetto che desta maggiore preoccupazione. «Ci aspettavamo un orizzonte temporale certo per la ripresa di decine di opere strategiche per lo sviluppo infrastrutturale del Paese», affermano FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil.

Impegno sui pagamenti

Sul fronte economico, CMC avrebbe invece assicurato che in futuro verrà garantita la regolarità dei pagamenti delle retribuzioni e delle Casse Edili. Un impegno accolto con prudenza dalle organizzazioni sindacali. «Prendiamo atto delle dichiarazioni circa la regolarità dei pagamenti, ma la situazione rimane critica», sottolineano.



Possibili nuove mobilitazioni

I sindacati annunciano che vigileranno sul rispetto degli impegni assunti dall’azienda. In caso di nuovi ritardi o criticità già dalla prossima scadenza di pagamento, FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil si dicono pronte ad avviare ulteriori iniziative di mobilitazione. L’obiettivo, spiegano, è tutelare sia il diritto alla retribuzione e alla continuità occupazionale dei lavoratori, sia le comunità locali che attendono la conclusione di opere infrastrutturali considerate strategiche.

 

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redazione

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