26 Ottobre 2026
Ragusa-Catania, sciopero il 3 novembre


Sciopero il 3 novembre nel cantiere del Lotto 3 della Ragusa-Catania. I sindacati chiedono garanzie su stipendi, occupazione e continuità dei lavori
Sciopero martedì 3 novembre 2026 nel cantiere del Lotto 3 dell’autostrada Ragusa-Catania. La mobilitazione è stata proclamata da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil al termine dell’assemblea dei lavoratori, preoccupati per i possibili ritardi nel pagamento degli stipendi, le incertezze sulla continuità occupazionale e il rischio di rallentamenti o blocchi dei lavori.
Le tre organizzazioni sindacali hanno dichiarato anche lo stato di agitazione, chiedendo garanzie all’impresa CMC Ravenna, affidataria dell’appalto, e ad Anas, in qualità di stazione appaltante.
Tra le richieste principali figurano la regolarità delle retribuzioni, la salvaguardia di tutti i posti di lavoro e la definizione di un cronoprogramma operativo attendibile, in grado di assicurare la prosecuzione dell’opera.
A destare preoccupazione è anche la situazione delle altre commesse riconducibili all’impresa, interessate da fermi e incertezze che potrebbero compromettere ulteriormente i livelli occupazionali.
«Occorrono risposte chiare e impegni verificabili sulla tutela dei lavoratori e sul futuro dei cantieri», sottolineano Omar dell’Ombra della Feneal Uil, Domenico Murabito della Filca Cisl e Dario Gulisano della Fillea Cgil.
I rappresentanti sindacali sollecitano un confronto immediato tra CMC Ravenna, Anas, istituzioni competenti e organizzazioni dei lavoratori, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete e stabilire tempi certi.
La vertenza riguarda un’infrastruttura strategica per i collegamenti della Sicilia sud-orientale e per lo sviluppo economico del territorio. Per i sindacati, il completamento della Ragusa-Catania deve procedere insieme alla tutela dei salari e dell’occupazione.
Lo sciopero del 3 novembre rappresenta quindi un segnale di allarme rivolto ai soggetti coinvolti, affinché vengano chiarite le prospettive del cantiere e garantita la continuità dei lavori nel rispetto dei diritti delle maestranze.





