23 Ottobre 2026

Pfizer Catania, la FIALC CISAL contesta l’accordo sugli esuberi

Pfizer Catania, la FIALC CISAL contesta l’accordo sugli esuberi



Vertenza Pfizer a Catania, la FIALC CISAL boccia l’ipotesi negoziale del 15 ottobre sugli esuberi e contesta la mancata consultazione dei lavoratori. Il sindacato chiede garanzie su occupazione, investimenti e futuro industriale dello stabilimento, sollecitando il Governo a valutare il Golden Power

CATANIA – La vertenza Pfizer si accende sul fronte sindacale. La FIALC CISAL contesta l’ipotesi negoziale sottoscritta il 15 ottobre da Filctem CGIL, Femca CISL, Uiltec UIL e UGL Chimici sul piano di mitigazione dell’impatto occupazionale dello stabilimento catanese. Il sindacato ritiene insufficienti i contenuti del documento e annuncia possibili iniziative legali, ribadendo che la priorità deve essere la tutela dei posti di lavoro e della vocazione farmaceutica del sito.

A esprimere la posizione è Giuseppe La Mendola, segretario provinciale FIALC CISAL Catania e responsabile nazionale dell’organizzazione, che definisce il documento un «aborto giuridico» e solleva dubbi sulla correttezza dei riferimenti normativi, sulle tutele dei lavoratori e sulla privacy, oltre che sull’effettiva esistenza di un accordo tra le parti.

«Viene da chiedersi: ipotesi negoziale di cosa, se le parti non si sono accordate su nulla?», osserva La Mendola.

La proroga al 9 dicembre al centro delle polemiche

Uno dei principali motivi di contrasto riguarda la proroga della procedura al 9 dicembre 2026. Secondo la FIALC CISAL, non si tratterebbe di una conquista delle organizzazioni firmatarie, ma della necessità di recuperare i ritardi accumulati nella gestione della vertenza.

La procedura è stata avviata formalmente il 2 luglio 2026, mentre il primo incontro al Ministero del Lavoro si è svolto il 9 ottobre, dopo 99 giorni.

Il sindacato attribuisce questo ritardo alla scelta di privilegiare il confronto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rinviando il tavolo previsto nell’ambito della procedura disciplinata dalla Legge 234/2021.

Per la FIALC CISAL, i due percorsi avrebbero dovuto procedere parallelamente. La proroga sarebbe inoltre legata all’emergere di tre nuovi soggetti interessati all’acquisizione dello stabilimento.

«Chi oggi rivendica il merito della proroga si attribuisce una vittoria che non gli appartiene», sostiene l’organizzazione.

La contestazione sulla mancata consultazione dei lavoratori

Un altro punto riguarda le modalità con cui è stata presentata l’ipotesi negoziale. La FIALC CISAL afferma che il documento sarebbe stato portato al tavolo istituzionale senza essere prima sottoposto all’assemblea dei lavoratori.

Secondo il sindacato, i dipendenti avrebbero dovuto essere consultati prima della sottoscrizione, così da poter esprimere la propria posizione sui contenuti dell’intesa.

L’organizzazione riferisce di aver già sollevato formalmente la questione durante una riunione al Ministero del Lavoro. Non esclude inoltre il ricorso alle vie legali qualora la procedura dovesse concludersi con conseguenze negative per i dipendenti o con un accordo non condiviso.

Il futuro dello stabilimento e il rischio di una cessione fuori dal settore farmaceutico

Al centro della vertenza c’è anche il futuro industriale dello stabilimento Pfizer di Catania. La FIALC CISAL teme che il sito possa essere ceduto a fondi d’investimento o soggetti estranei al comparto farmaceutico, con possibili ripercussioni sulla continuità produttiva e sui livelli occupazionali.

Il sindacato richiama quanto, secondo la sua ricostruzione, sarebbe stato prospettato dall’azienda durante un incontro al MIMIT il 22 luglio, quando sarebbe stata presa in considerazione anche l’ipotesi di una cessione a un operatore non farmaceutico.

La posizione della FIALC CISAL è quindi quella di difendere la destinazione produttiva del sito, evitando operazioni che, a suo giudizio, potrebbero privilegiare interessi finanziari rispetto a un effettivo progetto di rilancio industriale.

La richiesta di attivare il Golden Power

Per tutelare lo stabilimento, la FIALC CISAL ha chiesto alla Presidenza del Consiglio dei ministri di valutare l’attivazione del Golden Power, lo strumento che consente allo Stato di esercitare poteri speciali su determinate operazioni riguardanti asset strategici.

Il sindacato ritiene necessario un intervento istituzionale per proteggere le competenze professionali presenti a Catania, la continuità delle attività e l’occupazione.

Annunciate anche iniziative sul territorio e un coinvolgimento dei parlamentari, ai quali verrà chiesto di presentare interrogazioni per conoscere le misure adottate dal Governo in relazione alla segnalazione.

Dialogo aperto, ma servono garanzie sull’occupazione

Nonostante le critiche, la FIALC CISAL dichiara di essere disponibile al confronto con l’azienda, le istituzioni e le altre organizzazioni sindacali.

Per arrivare alla firma di un eventuale accordo, tuttavia, chiede garanzie precise su alcuni aspetti fondamentali:

  • Identità dell’eventuale acquirente dello stabilimento.

  • Piano industriale e investimenti programmati.

  • Livelli occupazionali garantiti.

  • Tutele per tutti i lavoratori coinvolti nella procedura.

La scadenza del 9 dicembre rappresenterà quindi un passaggio importante per verificare se sarà possibile raggiungere condizioni ritenute più favorevoli per i dipendenti.

La FIALC CISAL assicura che, in presenza di risultati concreti e migliorativi, sarà pronta a sottoscrivere l’intesa.

«Il nostro unico obiettivo è e resta la tutela dell’occupazione e dei diritti di chi lavora nello stabilimento di Catania», conclude La Mendola.

redazione

redazione