22 Ottobre 2026
Agricoltura siciliana in crisi, SINALP chiede interventi urgenti


Agricoltura siciliana in crisi tra costi elevati, aziende a rischio e importazioni. SINALP Sicilia chiede aiuti, controlli e prezzi equi
SICILIA – Costi di produzione sempre più elevati, prezzi riconosciuti agli agricoltori spesso insufficienti, difficoltà di accesso al credito e crescita delle importazioni agroalimentari. È il quadro delineato dal SINALP Sicilia, che lancia l’allarme sulla crisi strutturale del comparto agricolo regionale e chiede alle istituzioni interventi urgenti per sostenere le imprese, tutelare l’occupazione e garantire la sicurezza alimentare dei cittadini.
Secondo il sindacato, le difficoltà del settore non possono essere ricondotte soltanto al caro carburante o ai problemi dell’autotrasporto, ma sono il risultato di criticità che si trascinano da anni. A pesare sono anche gli effetti degli eventi climatici estremi, l’indebitamento delle aziende e gli squilibri nei rapporti commerciali tra produttori, intermediari e grande distribuzione organizzata.
Il SINALP sottolinea inoltre la contraddizione tra le difficoltà delle aziende agricole siciliane e il ricorso crescente a prodotti provenienti dall’estero. Una situazione che, secondo l’organizzazione, rischia di indebolire ulteriormente un comparto strategico per l’economia dell’Isola, caratterizzato da competenze, tradizioni, biodiversità e produzioni di qualità.
Controlli sulle importazioni e trasparenza alimentare
Il delegato regionale SINALP Andrea Tomarchio evidenzia la necessità di garantire condizioni di controllo equivalenti per i prodotti agricoli nazionali e quelli importati.
«Non vogliamo alimentare contrapposizioni tra produttori italiani e stranieri, né sostenere che ogni prodotto importato sia pericoloso», precisa Tomarchio, richiamando l’importanza di assicurare che tutte le merci commercializzate rispettino gli standard previsti in materia di sicurezza, qualità, tracciabilità e trasparenza.
Il sindacato chiede quindi di rafforzare le verifiche sui prodotti provenienti dai Paesi terzi, con particolare attenzione ai residui di pesticidi e al rispetto dei limiti europei applicabili. Tra le proposte figurano anche una maggiore accessibilità dei risultati dei controlli e informazioni più complete sull’origine delle merci e sui relativi percorsi commerciali.
Il segretario regionale Andrea Monteleone sollecita inoltre interventi per rendere più trasparenti le procedure di controllo e rafforzare la fiducia dei consumatori, attraverso sistemi di tracciabilità efficaci e informazioni chiare in etichetta.
Costi elevati e prezzi insufficienti per i produttori
Un altro nodo centrale riguarda il divario tra i costi sostenuti dalle aziende agricole e i prezzi riconosciuti per le produzioni. Carburanti, energia, fertilizzanti, sementi, macchinari, manodopera, irrigazione e trasporto rappresentano voci di spesa sempre più difficili da sostenere.
Per il SINALP, è necessario intervenire sui meccanismi di formazione dei prezzi e rafforzare l’applicazione delle norme contro le pratiche commerciali sleali, favorendo rapporti più equilibrati tra agricoltori, trasformatori, intermediari e grande distribuzione.
Il sindacato propone inoltre strumenti per migliorare la trasparenza lungo la filiera, affinché i produttori possano ottenere compensi più adeguati ai costi effettivi di produzione, nel rispetto delle normative vigenti.
Siccità, eventi estremi e ristori: chieste certezze
Alle difficoltà economiche si aggiungono gli incendi, la siccità e gli eventi meteorologici estremi, che hanno provocato danni alle colture in diverse aree della Sicilia.
Il SINALP richiama anche le conseguenze attribuite al ciclone Harry sulle produzioni agrumicole e la necessità di chiarire lo stato delle procedure relative ai ristori richiesti dalle organizzazioni di settore.
La richiesta rivolta alla Regione Siciliana è di rendere trasparenti le risorse disponibili, i criteri di accesso agli aiuti, lo stato delle pratiche e i tempi previsti per l’erogazione dei contributi alle imprese danneggiate.
Secondo il sindacato, le aziende non possono affrontare nuove campagne agricole con i debiti accumulati nelle precedenti, senza certezze sui sostegni e senza strumenti finanziari adeguati.
La richiesta di un tavolo regionale permanente
Per affrontare la crisi in maniera strutturale, il SINALP Sicilia chiede la convocazione di un tavolo regionale permanente della filiera agroalimentare, con la partecipazione delle organizzazioni sindacali presenti nel comparto.
L’obiettivo è definire un programma operativo con misure immediate, responsabilità precise e scadenze verificabili. Tra le proposte figurano il rafforzamento dei controlli sulle pratiche commerciali, il sostegno alle filiere locali e ai mercati di prossimità, l’incentivazione degli acquisti pubblici responsabili e la valutazione di strumenti straordinari per favorire l’accesso al credito e la ristrutturazione dei debiti aziendali.
Il sindacato sollecita inoltre interventi sui costi energetici e logistici, sulle difficoltà dell’autotrasporto e sulle criticità del comparto ittico, sottolineando come produzione, trasformazione, trasporto e distribuzione siano strettamente collegati.
«Difendere l’agricoltura significa difendere il lavoro, il reddito delle famiglie, la sicurezza alimentare e il futuro economico dell’Isola», ribadisce Andrea Monteleone.
Per il SINALP, ogni azienda che chiude rappresenta una perdita che va oltre l’attività imprenditoriale: diminuiscono i posti di lavoro, aumenta il rischio di abbandono dei terreni e si indeboliscono le comunità rurali.
La richiesta conclusiva è quella di garantire condizioni eque per chi produce, controlli efficaci sulle merci commercializzate e maggiore trasparenza per i consumatori. Una sfida che, secondo il sindacato, riguarda non soltanto il futuro dell’agricoltura siciliana, ma anche la tutela del territorio e la capacità dell’Isola di assicurare un approvvigionamento alimentare di qualità.




