19 Ottobre 2026

Sequestrati 6.200 metri quadrati al Porto Rossi di Catania

Sequestrati 6.200 metri quadrati al Porto Rossi di Catania



Porto Rossi, a Catania, la Guardia Costiera sequestra ulteriori aree per circa 6.200 metri quadrati nell’ambito di un’indagine sui rifiuti e sui materiali di risulta rinvenuti nelle aree demaniali marittime. Accertamenti in corso sulla natura dei materiali e sulle eventuali responsabilità

Nuovi sequestri nell’area del porto turistico “Porto Rossi”, in località Caito, a Catania. Su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania, la Guardia Costiera ha sottoposto a sequestro ulteriori superfici per complessivi circa 6.200 metri quadrati, nell’ambito di un’indagine sulla presenza di materiali di risulta e rifiuti nelle aree del demanio marittimo.

Il procedimento è nato dopo il rinvenimento di ingenti quantitativi di materiali eterogenei, tra cui sfabbricidi e residui di presumibile origine edilizia. I materiali sono emersi durante gli interventi di ripristino delle infrastrutture portuali danneggiate dagli eccezionali eventi meteomarini del gennaio 2026.

In una prima fase delle indagini erano già state sottoposte a sequestro preventivo le aree interessate, su richiesta della Procura, per impedire la prosecuzione o l’aggravamento delle conseguenze delle condotte oggetto di accertamento.

Il 12 ottobre 2026, in esecuzione di un decreto di sequestro probatorio emesso dalla Procura, i militari della Guardia Costiera hanno sequestrato un tratto della strada di accesso al porticciolo, comprendente il manto stradale, il sottofondo e le relative pertinenze, per circa 1.300 metri quadrati. Il provvedimento ha riguardato anche altre due aree demaniali marittime, estese complessivamente per circa 4.910 metri quadrati.

L’obiettivo è preservare lo stato dei luoghi e consentire ulteriori verifiche tecniche sulla natura e sulla stratificazione dei materiali presenti nel sottosuolo. Gli accertamenti serviranno anche a verificare l’eventuale utilizzo di materiali di risulta nella realizzazione della viabilità di accesso e delle strutture portuali.

Le indagini sono tuttora in corso e mirano a ricostruire la provenienza dei materiali, le modalità con cui sono stati collocati e l’eventuale esistenza di responsabilità in relazione alle ipotesi di illecito ambientale.

Ultimo aggiornamento

Riccardo Caruso

Riccardo Caruso