19 Ottobre 2026
Guardia Costiera, soccorsa una donna a 120 miglia da Catania


Emergenza nel Mar Ionio a 120 miglia dalla Sicilia: la Guardia Costiera di Catania evacua una passeggera di 64 anni colpita da un grave malore su una nave da crociera
Un delicato intervento di soccorso in alto mare ha consentito di evacuare una passeggera di 64 anni, colpita da un grave malore mentre si trovava a bordo di una nave da crociera in navigazione nel Mar Ionio, a circa 120 miglia nautiche a est della costa siciliana.
L’operazione è stata portata a termine dall’equipaggio dell’elicottero AW139 Nemo 10, in servizio presso la Base Aeromobili della Guardia Costiera di Catania. Le condizioni della donna hanno reso necessario un trasferimento urgente in una struttura ospedaliera attrezzata.
Le operazioni si sono svolte in condizioni meteorologiche particolarmente difficili, con onde superiori ai due metri e forti raffiche di vento da nord, con intensità pari a 22 nodi. Nonostante le difficoltà legate alla distanza dalla costa e allo scenario meteo-marino, l’equipaggio è riuscito a recuperare la passeggera e a metterla in sicurezza.
Completata l’evacuazione, l’elicottero ha fatto immediatamente rotta verso Catania. All’atterraggio, la donna è stata affidata al personale sanitario del 118 e trasferita d’urgenza all’Ospedale Cannizzaro di Catania, dove ha potuto ricevere le cure necessarie.
Sull’intervento è intervenuto anche Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, che ha espresso apprezzamento per l’operato della Guardia Costiera.
«Un intervento straordinario che conferma, ancora una volta, l’eccellenza e l’importanza strategica della Base Aeromobili di Catania», ha dichiarato D’Agata, sottolineando come operare a grande distanza dalla costa e in condizioni meteorologiche avverse richieda preparazione, professionalità e capacità di affrontare situazioni di emergenza.
L’operazione evidenzia il ruolo fondamentale del soccorso aereo della Guardia Costiera negli interventi sanitari d’urgenza in mare, soprattutto quando la distanza dalla terraferma rende difficile un rapido trasferimento dei pazienti.





