14 Ottobre 2026

Terre di Cinema tra ricerca e valore 

Terre di Cinema tra ricerca e valore 

Dalla pellicola al territorio, il progetto ideato da Vincenzo Condorelli intreccia formazione, ricerca e confronto internazionale, mettendo al centro il valore del lavoro condiviso

 di Silvia Cosentini

Il cinema è ancora vivo? 

 



In un panorama audiovisivo in continua evoluzione, in cui le tecnologie digitali hanno trasformato i processi produttivi e le modalità di fruizione, interrogarsi sul futuro del cinema significa riflettere su ciò che continua a renderlo un’esperienza creativa e collettiva. La realizzazione di un film, infatti, non è soltanto il risultato di una visione individuale, ma un processo che prende forma attraverso competenze, sensibilità e professionalità differenti. È in questa prospettiva che si inserisce Terre di Cinema – International Cinematographers Days: progetto fondato nel 2011 da Vincenzo Condorelli, che ha coinvolto nel corso degli anni, oltre 400 giovani filmmaker provenienti da 55 Paesi, promuovendo un percorso internazionale in cui la formazione si intreccia con la produzione cinematografica. 

 

La quindicesima edizione, ospitata a Siracusa dal 2 al 20 settembre 2026, ha riunito giovani autori e professionisti provenienti da tutto il mondo, offrendo loro un’occasione di confronto e di esperienza diretta sul set. Il programma quest’anno ha ampliato il percorso internazionale, all’Extended CineCampus: rivolto a dodici giovani autori under 35, tra sceneggiatori e compositori, coinvolti in un percorso dedicato allo sviluppo e alla produzione di opere originali sul set.  La realizzazione dei 16 cortometraggi, girati prevalentemente in pellicola 35mm e, in alcuni casi, in Super 16, ha rappresentato il risultato di  un processo in cui ricerca visiva, sperimentazione e collaborazione hanno trovato un terreno comune. 

 

Esperienza diretta: Learning by Doing 

 

Il principio del learning by doing, apprendere attraverso la pratica, costituisce uno degli elementi centrali della proposta formativa di Terre di Cinema. Il set diventa un ambiente di apprendimento, in cui le conoscenze tecniche si confrontano con le esigenze concrete della produzione, mentre il lavoro di squadra richiede capacità di adattamento, precisione e collaborazione. La scelta di lavorare prevalentemente in pellicola, rappresenta uno degli aspetti distintivi del progetto. Il 35mm e il Super 16 richiedono attenzione alla luce, preparazione e consapevolezza nella costruzione dell’immagine; non si tratta di un semplice ritorno al passato, ma di una scelta espressiva, che permette di esplorare le caratteristiche di un supporto significativo nella ricerca cinematografica. 

 In questo processo, la dimensione tecnica dialoga costantemente con quella artistica. Ogni reparto contribuisce alla realizzazione dell’opera e ogni scelta diventa parte di un percorso condiviso. La formazione supera così la trasmissione di nozioni e si sviluppa attraverso l’esperienza diretta, il confronto con i professionisti e la collaborazione tra le diverse competenze. 

 

Siracusa, capitale del mondo 

 

Il legame con il territorio rappresenta una componente importante di Terre di Cinema. Nelle parole di Condorelli, secondo cui «il cinema si fa insieme agli altri»: un principio che richiama la natura collettiva del processo cinematografico e l’importanza delle relazioni che lo rendono possibile. Racconta infatti, di una Siracusa, con il suo patrimonio storico, culturale e paesaggistico, offrendo un contesto in cui la dimensione internazionale del progetto incontra l’identità locale.

Realizzato da Factory Film e Furore Films LLC, con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, il progetto Terre di Cinema gode della collaborazione con Fondazione INDA, Siracusa Film Commission e AIC, il supporto del Comune di Siracusa e della Kodak Motion Picture Film. Al progetto, ha inoltre contribuito la Pro Loco Siracusa, con il proprio supporto alle esigenze logistiche della residenza e l’Accademia Sartoriale “Le Tele di Aracne”, che ha realizzato i costumi per le protagoniste di due cortometraggi e le shopper dedicate al quindicesimo anniversario di Terre di Cinema. Ortigia e gli altri luoghi della città, ospitando Terre di Cinema, diventano ambienti di ricerca visiva, capaci di entrare in relazione con le esigenze narrative delle opere e di portare la meraviglia del territorio imprimendola su pellicola e diventando memoria. 

 

Nel corso delle settimane si sono alternate masterclass, incontri professionali come Michele Leonardi: tutor di regia, il direttore della fotografia ungherese Mátyás Erdély, protagonista anche di un incontro in videoconferenza con il regista László Nemes, e Vincenzo Condorelli, direttore della fotografia, Vicepresidente AIC/IMAGO e direttore di Terre di Cinema. Hanno inoltre preso parte al percorso Michael “Mitch” Boxrucker, Martin Bethge, Johannes Kirchlechner, Orsi Nagypál ed Emilio Costa e ancora casting, sopralluoghi, prove e riprese. In questo dialogo si inserisce anche la partecipazione di Pasquale Scimeca, regista, autore e produttore siciliano, ospite delle Tele di Aracne, per un dialogo e un confronto con i giovani stagjsti siracusani partecipanti, dove ha affrontato temi come il cinema civile, l’identità siciliana e il ruolo della musica nella narrazione. «Siracusa è la capitale del mondo», ha affermato Scimeca, richiamando il valore dell’incontro tra culture differenti in una città dalla forte identità storica e parlando della sua esperieza. 

 

Il valore del percorso 

 

 Terre di Cinema si configura così come uno spazio in cui la ricerca artistica, incontra la pratica professionale e in cui il confronto 

internazionale può contribuire alla crescita di nuove voci. Un percorso che valorizza non soltanto il risultato finale, ma anche il processo creativo e umano che lo accompagna. Se il cinema è ancora vivo, lo è, anche, grazie a chi continua a trasmetterne le conoscenze, a condividere la propria esperienza e a creare opportunità per e con, le nuove generazioni. Terre di Cinema testimonia il valore di un impegno che permette a giovani autori e professionisti di sperimentare, collaborare e dare forma alle proprie visioni. 

 Dietro ogni opera ci sono competenze, ma anche emozioni, incontri e sensibilità che si intrecciano. È nella possibilità di mettere in comune queste risorse, offrendo ad altri lo spazio per esprimersi e creare, che risiede una parte essenziale del cinema. Un linguaggio che continua a rinnovarsi, grazie alle persone che lo costruiscono insieme, dentro e oltre lo schermo. 

redazione

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