13 Ottobre 2026

Inchiesta cure palliative, interrogatorio di oltre tre ore per Giuseppe Lombardo

Inchiesta cure palliative, interrogatorio di oltre tre ore per Giuseppe Lombardo



Inchiesta sulle cure palliative in Sicilia: Giuseppe Lombardo, deputato Ars indagato per corruzione, ha risposto per oltre tre ore al gip. La Procura chiede gli arresti domiciliari

È durato oltre tre ore l’interrogatorio preventivo di Giuseppe Lombardo, deputato dell’Assemblea regionale siciliana (Ars), indagato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Palermo sulla gestione delle cure palliative nell’Isola. Per il parlamentare, esponente del Movimento per l’Autonomia e componente della Commissione Sanità, i magistrati hanno chiesto al gip l’applicazione degli arresti domiciliari.

L’indagine coinvolge nove persone, tra cui l’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao. Secondo l’ipotesi accusatoria, Lombardo si sarebbe attivato all’Ars per favorire l’approvazione di una norma a vantaggio della Samo Onlus, organizzazione palermitana impegnata nelle cure palliative, ottenendo in cambio l’assunzione di Domenica Spartà, consigliera comunale del Catanese.

A sollecitare il presunto intervento sarebbero stati Luigi Zancla, presidente della Samo Onlus, e Mario Lupo, già ai vertici della Samot Onlus e delle società Adi s.c.a.r.l. e Adi Sicilia 2 s.c.a.r.l. Nell’inchiesta è coinvolta anche una collaboratrice delle strutture, per la quale è stato chiesto il divieto di dimora.

La difesa respinge le accuse

Al termine dell’udienza, l’avvocato Vincenzo Maiello, che assiste il deputato insieme alla collega Maria Licata, ha spiegato che l’interrogatorio si è protratto a lungo per il numero delle domande rivolte a Lombardo dal gip e dai magistrati della Procura. Il parlamentare, ha riferito il legale, ha risposto ampiamente alle domande. Successivamente, accusa e difesa hanno illustrato le rispettive posizioni.

Maiello ha contestato la ricostruzione relativa al presunto intervento del deputato in Commissione Sanità, sostenendo che Lombardo fosse assente nella seduta in cui gli emendamenti furono presentati, discussi e votati. La difesa ha inoltre precisato che, di fronte a una richiesta di risorse per l’assistenza nell’ambito delle cure palliative, il parlamentare avrebbe semplicemente rimandato la questione al proprio capo staff, senza occuparsene direttamente.

I legali hanno infine messo in discussione il contenuto delle intercettazioni, sostenendo che alcune dichiarazioni sarebbero contraddittorie e non corrispondenti ai fatti. Secondo la difesa, il nome di Lombardo sarebbe stato utilizzato da altri interlocutori per accreditarsi nei confronti dei vertici delle organizzazioni coinvolte.

La decisione spetta al gip

Al momento, la Procura insiste sulla richiesta di arresti domiciliari, mentre la difesa ha presentato le proprie argomentazioni per contestare le accuse e l’applicazione della misura cautelare.

Il giudice per le indagini preliminari si è riservato la decisione. La posizione di Giuseppe Lombardo resta dunque al vaglio dell’autorità giudiziaria e le contestazioni dovranno essere accertate nelle sedi competenti.

redazione

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