08 Ottobre 2026

Regione, Schifani non si dimette: la crisi politica si sposta a Roma

Regione, Schifani non si dimette: la crisi politica si sposta a Roma

La giunta regionale si riunisce senza dimissioni di Renato Schifani. Resta aperto lo scontro con Forza Italia sulla ricandidatura, mentre le opposizioni annunciano un sit-in



La riunione della giunta regionale siciliana si è conclusa senza le dimissioni di Renato Schifani. Il presidente aveva convocato l’esecutivo con un ordine del giorno dedicato ai “provvedimenti più urgenti”, alimentando le ipotesi di un possibile passo indietro dopo le tensioni politiche degli ultimi giorni.

L’incontro è durato circa un’ora, ma Schifani non ha fatto alcun riferimento né alle proprie dimissioni né alla crisi aperta all’interno della maggioranza.

Lo scontro sulla ricandidatura

Al centro della tensione c’è il futuro politico del governatore e, in particolare, la possibilità di una sua ricandidatura alle prossime elezioni regionali.

Forza Italia ha infatti frenato sul secondo mandato. Il commissario regionale del partito, Nino Minardo, ha sostenuto la necessità di costruire una proposta politica nuova, mettendo di fatto in discussione la conferma di Schifani.

A rendere ancora più delicato il quadro sarebbe stato anche il confronto tra Schifani e il segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani. Secondo le ricostruzioni emerse sulla stampa, la telefonata tra i due sarebbe stata particolarmente tesa.

Nella serata del 6 ottobre, lo stesso Schifani aveva fatto sapere di essere impegnato a valutare le decisioni da assumere.

Nessuna decisione dalla giunta

La riunione dell’esecutivo non ha quindi prodotto l’annuncio che molti attendevano. Schifani resta al suo posto e, almeno per il momento, la crisi politica rimane aperta.

Il confronto sembra destinato a spostarsi ora sul piano nazionale, dove dovrà essere chiarito il futuro della candidatura del presidente e l’assetto del centrodestra in vista delle prossime elezioni regionali.

Le opposizioni annunciano la mobilitazione

Intanto il centrosinistra prepara la mobilitazione. Le opposizioni hanno annunciato un sit-in per martedì, trasformando lo scontro politico sulla maggioranza in una protesta pubblica.

Cosa accadrebbe in caso di dimissioni

Un eventuale passo indietro di Schifani avrebbe conseguenze immediate sull’assetto istituzionale della Regione. Le dimissioni del presidente comporterebbero infatti lo scioglimento dell’Assemblea regionale siciliana e il ritorno alle urne entro tre mesi.

In questo scenario, la prima data utile per le elezioni sarebbe stata quella del 13 dicembre, mentre fino al voto il governo regionale avrebbe dovuto occuparsi esclusivamente dell’ordinaria amministrazione.

Per ora, però, questo scenario resta soltanto un’ipotesi. Schifani non si è dimesso e la partita politica sulla sua ricandidatura è ancora aperta.

redazione

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