08 Ottobre 2026

Morte di Marcello Reito, la Questura chiarisce la dinamica dei fatti

Morte di Marcello Reito, la Questura chiarisce la dinamica dei fatti

La Questura di Catania ricostruisce i fatti relativi alla morte di Marcello Reito e comunica l’avvio delle indagini della Procura e l’esame autoptico.



La Questura di Catania interviene sulle notizie diffuse dai mezzi di informazione in merito alla morte di Marcello Reito e ricostruisce quanto avvenuto nelle prime ore del mattino del 4 ottobre 2026.

Secondo quanto riferito dalla Questura, il personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico stava effettuando un controllo quando la persona successivamente identificata come Marcello Reito, alla vista degli operatori, si sarebbe dato alla fuga con modalità ritenute pericolose.

Per tale condotta, l’uomo sarebbe stato indiziato del reato previsto dall’articolo 192, comma 7-bis, del Codice della strada.

Gli operatori di polizia giudiziaria hanno successivamente fermato Reito e lo hanno accompagnato negli uffici di polizia per gli accertamenti e gli adempimenti di rito.

Durante la permanenza negli uffici, l’uomo avrebbe accusato un malore accompagnato da convulsioni. Gli operatori hanno quindi richiesto l’intervento del personale sanitario che, dopo aver effettuato le necessarie manovre di soccorso, ne ha constatato il decesso.

In relazione all’accaduto, e sulla base anche degli ulteriori elementi investigativi acquisiti nelle prime fasi delle indagini, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania ha avviato un procedimento penale.

L’indagine è finalizzata ad accertare le effettive cause della morte e a ricostruire nel dettaglio la dinamica degli eventi, con particolare riferimento alla regolarità delle condotte poste in essere dai due ufficiali di polizia giudiziaria intervenuti e all’eventuale nesso causale tra tali condotte e il decesso.

Nel prosieguo degli accertamenti è stato disposto l’esame autoptico sulla salma, previsto nella giornata odierna.

All’esame potranno assistere, secondo le garanzie previste dalla legge, i difensori dei due ufficiali di polizia giudiziaria indagati.

La Questura sottolinea che gli accertamenti sono tuttora in corso e che resta ferma la presunzione di innocenza degli indagati fino a eventuale sentenza di condanna definitiva.

redazione

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