08 Ottobre 2026

Dalla Sicilia alla Leopolda, a 19 anni Scarabelli parla di futuro

Dalla Sicilia alla Leopolda, a 19 anni Scarabelli parla di futuro

Nourdine Tbibi Scarabelli, 19 anni e origini catanesi, alla Leopolda 14 parla di giovani, Sud, lavoro, Europa e rinnovamento della classe dirigente.



Dalla scuola all’università, dal Mezzogiorno all’Europa: a soli 19 anni, Nourdine Tbibi Scarabelli porta alla Leopolda 14 la voce di una generazione che chiede spazio, responsabilità e possibilità concrete di incidere nelle scelte del Paese.

Giovane catanese impegnato tra politica, università e rappresentanza studentesca, Scarabelli ha scelto di mettere al centro del suo intervento una domanda: quanto è realmente disposto il Paese a lasciare spazio alle nuove generazioni?

«Una classe dirigente deve sapersi rinnovare», ha affermato, sottolineando però che il cambiamento non può essere ridotto a una semplice questione anagrafica. Essere giovani, nella sua visione, non basta: servono studio, competenza, capacità e risultati.

La richiesta, quindi, non è soltanto quella di ottenere maggiore spazio, ma di costruire e mettere alla prova una nuova classe dirigente.

«Non soltanto nei convegni. Non soltanto nelle campagne elettorali. Non soltanto quando servono giovani facce da mettere in una fotografia. Nei luoghi dove si decide».

Dalla rappresentanza studentesca alla politica

Il percorso di Scarabelli nasce nel mondo della scuola e della rappresentanza studentesca. A Catania è stato rappresentante d’istituto e di consulta al Duca degli Abruzzi, maturando un’esperienza diretta sui problemi degli studenti e sul rapporto tra giovani, istituzioni e territorio.

All’Università di Catania ha poi proseguito il proprio impegno nell’associazionismo universitario e territoriale, contribuendo alla nascita di nuove realtà e iniziative rivolte agli studenti e al rapporto tra Ateneo e città.

Un percorso che punta a mettere in collegamento realtà spesso separate: scuola e istituzioni, università e territorio, giovani e politica, Sicilia ed Europa.

Da questa impostazione nasce anche l’impegno in Generazione Europa, dove ricopre il ruolo di responsabile per il Sud, lavorando a iniziative dedicate ai giovani meridionali e al rapporto tra Mezzogiorno, Mediterraneo ed Europa.

«Il Sud non chiede di essere mantenuto»

Alla Leopolda, la Sicilia è diventata il punto di partenza di una riflessione più ampia sul futuro del Mezzogiorno.

Infrastrutture, sanità, università, imprese, collegamenti e lavoro sono alcuni dei temi affrontati da Scarabelli, che propone un cambio di prospettiva sul Sud.

«Il Sud non chiede di essere mantenuto. Chiede di poter crescere».

Nella sua visione, la Sicilia non dovrebbe essere considerata soltanto una terra da sostenere attraverso trasferimenti e politiche emergenziali, ma una realtà produttiva e strategica per l’Italia, capace di valorizzare la propria posizione nel Mediterraneo, le università, i porti, il turismo, l’agricoltura, l’energia e il capitale umano.

Anche sul futuro dei giovani il messaggio è diretto: «Partire dovrebbe essere un’opportunità. Non una necessità».

Dietro la fuga dei giovani dal Mezzogiorno, secondo Scarabelli, c’è infatti anche una questione di libertà: poter scegliere se partire oppure restare.

Lavoro e autonomia

Sul tema del lavoro, l’approccio evita le semplificazioni. Non basta invitare un giovane a trovare un’occupazione se lo stipendio non consente di raggiungere l’autonomia, sostenere il costo di una casa o progettare una famiglia.

Da qui la necessità, secondo Scarabelli, di superare la logica dei soli bonus e puntare su investimenti, produttività, formazione e lavoro qualificato.

Ma il tema centrale resta il rinnovamento della politica.

Non una semplice sostituzione generazionale, bensì un cambio di metodo: «Meno appartenenza e più competenza. Meno rendite di posizione e più merito».

L’obiettivo è superare una politica autoreferenziale nella quale i giovani non siano semplici comparse o presenze decorative, ma possano assumere responsabilità reali nei luoghi in cui vengono prese le decisioni.

Da Catania a una dimensione nazionale

A 19 anni, il percorso di Scarabelli è ancora in costruzione e si sviluppa tra rappresentanza studentesca, associazionismo universitario, iniziative territoriali, impegno per il Mezzogiorno e progetti europei.

Catania rappresenta il punto di partenza, la Sicilia il territorio da cui nasce la sua esperienza, il Mezzogiorno la dimensione politica che intende contribuire a rappresentare e l’Europa l’orizzonte.

La politica nazionale è invece la prospettiva verso cui guarda il suo percorso.

«La nostra generazione non chiede di essere aspettata»

Il messaggio conclusivo dell’intervento alla Leopolda sintetizza la sua idea di partecipazione:

«La nostra generazione non chiede di essere aspettata. Chiede di essere messa alla prova».

Una frase che contiene insieme una richiesta e una responsabilità. Perché chiedere spazio significa anche accettare il giudizio sui risultati.

A 19 anni non è ancora possibile parlare di una carriera compiuta, ma di un profilo in crescita che, partendo da Catania, sta cercando di costruire una dimensione politica più ampia.

La sfida, ora, sarà trasformare l’energia, la preparazione e l’ambizione di questi primi anni in una presenza capace di misurarsi concretamente con le responsabilità della politica.

Perché il futuro della politica non si annuncia: si costruisce.

redazione

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