06 Ottobre 2026
Olio siciliano, stop a raccolta e molitura: i Comuni lanciano l’allarme

Crisi dell’olivicoltura in Sicilia: nei territori del Belìce, dei Sicani e dell’Agrigentino i Comuni sostengono lo stop a raccolta e molitura
SICILIA – La decisione di sospendere la raccolta delle olive e le attività di molitura nei territori del Belìce, dei Sicani e dell’Agrigentino rappresenta il segnale di una crisi sempre più pesante per l’olivicoltura siciliana.

Da Sciacca a Menfi, da Sambuca di Sicilia a Montevago, passando per Caltabellotta, Alessandria della Rocca, Partanna, Bivona e Santa Margherita di Belìce, diversi Comuni hanno deciso di schierarsi al fianco degli agricoltori.
Non si tratta, secondo gli amministratori locali, di una semplice protesta, ma della risposta a una situazione economica che rischia di compromettere la sostenibilità dell’intero comparto.
Contestualmente è nato il Comitato Permanente Intercomunale a salvaguardia dell’Olio Extravergine d’Oliva Dop Val di Mazara e a tutela della dignità del lavoro agricolo del territorio, con l’obiettivo di trasformare il malcontento in una piattaforma condivisa di proposte e rivendicazioni.
A pesare maggiormente sono le quotazioni dell’olio extravergine, scese intorno ai 6,70 euro al chilo. Secondo produttori e sindaci, questi livelli non consentirebbero più di coprire adeguatamente i costi legati a coltivazione, raccolta e trasformazione.
Nel frattempo continuano ad aumentare le spese per manodopera, energia, trasporti e molitura, riducendo ulteriormente i margini delle aziende agricole.
A complicare il quadro contribuisce anche la presenza di oltre 16 mila tonnellate di olio rimaste nei magazzini siciliani alla fine di luglio. Le scorte continuano a frenare il mercato e rendono più difficile una ripresa delle quotazioni.
Il rischio, denunciano dal territorio, è quello di un sistema produttivo costretto a lavorare in perdita. In alcuni casi, la situazione starebbe spingendo gli stessi agricoltori a valutare la possibilità di non raccogliere le olive.
Da qui la richiesta al Governo nazionale e alla Regione Siciliana di interventi urgenti: la dichiarazione dello stato di crisi del comparto, ristori straordinari per le aziende maggiormente colpite, misure per contenere i costi di produzione, maggiori controlli sulla provenienza degli oli e strumenti più efficaci per valorizzare l’olio siciliano sui mercati.
La mobilitazione dei Comuni punta così a riportare al centro dell’attenzione il futuro dell’olivicoltura siciliana e la sostenibilità economica del lavoro agricolo.





