03 Ottobre 2026
“Strade Assassine”, da Catania a Bruxelles il film-denuncia

“Strade Assassine” è il nuovo progetto audiovisivo di Pietro Crisafulli: storie vere, famiglie delle vittime e sicurezza stradale in un’opera che coinvolgerà 180 persone
Un film-denuncia, costruito attraverso storie vere e testimonianze dirette, per raccontare ciò che resta dopo un incidente stradale: il dolore delle famiglie, la ricerca di giustizia, la memoria e le conseguenze che continuano molto dopo la fine dell’emergenza.
È questo il cuore di “Strade Assassine”, nuova opera a puntate firmata da Pietro Crisafulli, già regista de La voce negli occhi. Il progetto coinvolgerà complessivamente 180 persone tra Italia ed estero, con oltre 120 partecipanti provenienti dalla Sicilia. Markdown incollato

Storie vere tra Italia, Svizzera e Belgio
Il progetto attraverserà numerose regioni italiane e guarderà anche oltre confine, con vicende ambientate in Svizzera e Belgio.
L’obiettivo dichiarato è affrontare non soltanto il trauma vissuto dalle famiglie, ma anche le differenze normative esistenti tra i vari Paesi europei in materia di sicurezza stradale, prevenzione e tutela delle vittime. Markdown incollato
Le riprese saranno ambientate in luoghi fortemente legati alle storie raccontate: ospedali, tribunali, carceri, strade e spazi della vita quotidiana. Markdown incollato
Jonathan Crisafulli tra i protagonisti
Tra le figure centrali dell’opera ci sarà Jonathan Crisafulli, già presente in La voce negli occhi.
Secondo quanto annunciato dalla produzione, avrà un ruolo di primo piano nella narrazione, diventando uno dei personaggi simbolo del progetto. Markdown incollato
Nel cast figurano inoltre Pietro Crisafulli, lo psichiatra e criminologo Enrico La Delfa, Salvatore Guerino, il soprano Ina Leonardi e Agatino Crisafulli, oltre a professionisti e persone direttamente coinvolte in vicende legate agli incidenti stradali. Markdown incollato
Il dolore della famiglia Crisafulli
Alla base del progetto c’è anche una storia familiare.
Il comunicato richiama la vicenda di Salvatore Crisafulli, conosciuto alle cronache come il “Terri Schiavo italiano”, e quella di Mimmo Crisafulli, figlio di Pietro, morto nel 2017 a 25 anni in un incidente stradale. Markdown incollato
Da questa esperienza nasce il concetto di “ergastolo di dolore”, espressione utilizzata dal progetto per descrivere la condizione di chi resta dopo la perdita di una persona cara. Markdown incollato
Primo ciak a novembre
La produzione entrerà nella fase operativa nel corso dell’autunno.
A ottobre è previsto a Catania l’ultimo casting, mentre a novembre 2026 inizieranno le riprese dalla città pilota. La conclusione delle lavorazioni è prevista per aprile 2027. Markdown incollato
Il progetto prevede inoltre una futura presentazione a Bruxelles, con l’intenzione di portare il tema della sicurezza stradale e della tutela delle famiglie anche all’attenzione delle istituzioni europee. Markdown incollato
La musica come parte del racconto
Un ruolo importante sarà affidato anche alla colonna sonora.
Tra i brani annunciati figurano “N’ergastolo e Dulore”, interpretato da Agatino Crisafulli, e “Giustizia per Mimmo”, entrambi legati direttamente ai temi del lutto e della memoria. Markdown incollato
Pietro Crisafulli sintetizza così il senso dell’opera: «Se anche una sola persona, dopo aver visto questo progetto, toglierà il piede dall’acceleratore, staccherà gli occhi dal telefono mentre guida o non salirà in auto dopo aver bevuto, allora avremo salvato una vita». Markdown incollato





